
La stretta anti-frodi sul Superbonus, con il credito d’imposta che si potrà cedere solo una volta potrebbe avere ripercussioni negative sul comparto edile. Se ne fa portavoce Federcostruzioni. Secondo la Federazione guidata da Paola Marone (nella foto) che raggruppa tutte le associazioni confindustriali della filiera delle costruzioni, con questa scelta “si va a penalizzare l’intera economia e a soffrire sarà tutta la filiera del settore edilizio”.
Dai dati del Centro Studi Ance si denota come nel 2021 ci siano stati 95.718 interventi legati al Superbonus, con un incremento superiore al 25% rispetto all’anno precedente, ma già a fine gennaio 2022 c’è stato un rallentamento importante. “Anche il Pil, cresciuto di oltre il 6% lo scorso anno, potrebbe risentirne – aggiunge Paola Marone – poiché questa scelta metterà un freno all’economia e all’occupazione”.
“Siamo molto preoccupati – ribadisce la presidente di Federcostruzioni – e scriveremo nuovamente al ministro Enrico Giovannini, al viceministro Alessandro Morelli e ai capigruppo parlamentari per chiedere loro un intervento celere. Noi condividiamo pienamente l’obiettivo di contrastare le frodi, ma lo si deve perseguire senza penalizzare le aziende serie. Chiediamo regole chiare per evitare speculazioni”.
Federcostruzioni già il 21 dicembre scorso, partecipando al Tavolo tecnico di consultazione del Mims, istituito per affrontare le varie problematiche connesse alla normativa del caro materiali, aveva sollevato le sue perplessità su una eventuale modifica delle regole del gioco ed era intervenuta sul problema del caro materiali.


































