Per il caro-energia a Rimini molti alberghi rinunciano ad aprire

Almeno 300 alberghi di Rimini e provincia, quasi un terzo del totale non  riapriranno nè per le grandi fiere di marzo, nè per Pasqua. Così se una parte di strutture attende il Sigep per riprendersi dopo due anni di pandemia, un’altra parte ha deciso di aspettare l’estate.

«Abbiamo chiesto ai nostri broker di fare una previsione – spiega Antonio Carasso, presidente della cooperativa Promozione alberghiera – e ci dicono che, tendenzialmente, ci dobbiamo aspettare che le spese relative alla luce e al gas raddoppino rispetto allo scorso anno, durante il quale c’era già stato un piccolo aumento rispetto al 2020. E questo nonostante la diminuzioneche ci sarà durante la stagione estiva, che però sarà comunque lieve».

Il problema è proprio il costo dell’energia. «Qualche albergo che è aperto in questo periodo ha già visto questi aumenti – aggiunge Carasso –, perché a novembre e a dicembre ha ricevuto delle bollette con degli importi più che raddoppiati». Numeri alla mano, «se un albergo stagionale di medie dimensioni, come lo sono la stragrande maggioranza degli hotel della nostra realtà, spende mediamente 20-25.000 euro per la luce e il gas, una cifra che cambia a seconda che abbia l’aria condizionata in tutte le camere o meno e la piscina oppure no, le spese arriveranno a toccare i 40-50.000 euro».

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