LE FIERE MODA RIPARTONO DA MILANO UNICA

Con 207 espositori, di cui 171 italiani e 36 stranieri, ha aperto oggi  a Milano Rho la 31esima edizione della Fiera del tessile abbigliamento. Un evento significativo (al di là del calo degli appuntamenti che si sono ridotti a un decimo del normale) perchè è la prima manifestazione in presenza del comparto moda del post Covid.

Il Salone italiano del Tessile è stato inaugurato dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio insieme a  Alessandro Barberis Canonico presidente dell’expo, Marino Vago, presidente di Sistema Moda Italia, Cirillo Marcolin, presidente di Confindustria moda e Carlo Maria Ferro, presidente di Agenzia Ice. 

Questa edizione 2020 si presenta con un  doppio format: tradizionale e virtuale. Infatti chi non potrà seguire di presenza la fiera potrà avere comunque un contatto diretto con gli espositori e le loro proposte creative. 

In questo momento – ha commentato Barberis Canonico, presidente di Milano Unica – è fondamentale dare un messaggio forte di ripartenza, coesione e continuità. Sono quindi orgoglioso che Milano Unica sia il primo Salone in assoluto del sistema moda e della manifattura che apre fisicamente le porte in Italia. Fa da apripista un comparto che è un asset strategico nel tessuto industriale italiano, con i suoi 118mila addetti e gli 8 miliardi di fatturato annui generati, oltre che una bandiera del made in Italy, riconosciuta nel mondo per l’eccellenza di prodotti e servizio. Milano Unica si conferma il punto di riferimento per ritrovarsi non virtualmente e per sancire il valore di essere uniti per essere unici”.

Per l’occasione è stata diffusa la nota economica elaborata dal Centro Studi Confindustria Moda che desxrive l’andamento del comparto nella prima metà del 2020. Così  nei primi sei mesi del 2020, la produzione industriale della tessitura ortogonale (trama-ordito) ha subito un calo complessivo del -25,1%, mentre quella a maglia ha fatto registrare un -31,7 per cento. Con la riapertura completa delle attività in maggio, la produzione rimbalza rispetto ad aprile, ma resta “sensibilmente inferiore” rispetto al maggio 2019: il calo della tessitura ortogonale risulta del 14,6% e di quella a maglia del 19,3 per cento. Nel mese di giugno si registra un ulteriore deterioramento: l’indice di produzione industriale della tessitura scende del 31,3% rispetto al giugno 2019, quello della tessitura a maglia perde 33 punti percentuali. Quanto agli scambi con l’estero, nel periodo gennaio-maggio, le esportazioni di tessuti calano complessivamente del -34,4%, con una flessione maggiore verso i mercati extra-Ue, mentre le importazioni rallentano con minore intensità (-24,9%). 


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