RIPRESA: PER L’ISTAT C’E’, PER FITCH NO

Discordanza di dati sul futuro prossimo della nostra economia. Se  l’Istat vede “estesi” segni di ripresa, l’agenzia di rating Fitch taglia le stime del Pil . Inoltre le vendite al dettaglio calano a luglio, soprattutto nella grande distribuzione. Reggono solo i discount e il commercio elettronico. 

E numeri non incoraggianti arrivano anche dall’Eurozona dove nel secondo trimestre si registra un crollo record per il prodotto interno lordo (-11,8%) e anche per l’occupazione (-9%).

La caduta del Pil italiano nel secondo trimestre è associata a estesi segnali di ripresa emersi, da maggio, per la produzione industriale e da giugno per i nuovi ordinativi della manifattura e per le esportazioni che hanno riportato forti incrementi sia verso i mercati Ue sia verso quelli extra-Ue, interessando tutte le principali categorie di beni. 

A luglio, si sono registrati i primi segnali di recupero anche per l’occupazione accompagnati da una intensificazione della ripresa delle ore lavorate pro capite. Ad agosto, si è ampliata la tendenza alla flessione dei livelli dei prezzi al consumo, ancora condizionati dalla caduta tendenziale delle quotazioni dei prodotti energetici.

A luglio si stima, per le vendite al dettaglio, una diminuzione rispetto a giugno del 2,2% in valore e del 3,1% in volume. Su base tendenziale si registra una diminuzione delle vendite del 7,2% in valore e del 10,2% in volume, determinata soprattutto dall’andamento dei beni non alimentari (-11,6% in valore e -15,8% in volume); in calo anche le vendite dei beni alimentari (-1,1% in valore e -2,4% in volume).

Sempre per il mese, spiega l’Istat, il calo delle vendite al dettaglio è determinato soprattutto dal comparto non alimentare, in notevole diminuzione sia nella grande distribuzione sia nelle imprese operanti su piccole superfici. Solo nei discount si evidenzia un segno positivo. In calo rispetto a un anno prima anche le vendite al di fuori dei negozi, mentre solamente il commercio elettronico registra un aumento, seppure in rallentamento rispetto ai mesi passati. 

Il Pil italiano si contrarrà del 10% nel 2020 e rimbalzerà del 5,4% l’anno prossimo, dice Fitch. L’agenzia ha abbassato la prima stima dal precedente 9,5% e rialzato la seconda dal precedente 4,4%, con una mossa che “riflette il punto di partenza più basso per l’attività e l’annuncio di un ulteriore sostegno fiscale a livello nazionale”.

“Il Pil è sceso più di quanto ci aspettassimo nel secondo trimestre, contraendosi del 12,8% rispetto a una nostra previsione dell’8,2% a giugno”, spiega un report, secondo cui dopo la fine del lockdown “l’attività economica si è ripresa rapidamente, e questo potrebbe portare a un forte rimbalzo nel terzo trimestre”. Al tempo stesso i più recenti indicatori ad alta frequenza mostrano “che c’è stata una certa perdita di slancio di crescita nelle ultime settimane”. “È importante sottolineare che le nostre previsioni non tengono ancora conto di eventuali spese derivanti dall’approvazione del fondo di recupero dell’Ue da 750 miliardi di euro”, precisa Fitch.


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