ELLY SCHLEIN: UNA DI CUI SENTIREMO PARLARE A LUNGO

Tra i nuovi personaggi della politica nazionale (e non solo) ce ne è uno di cui poco si parla. Ma è anche uno di cui si potrebbe presto parlare molto e anche parlare a lungo.

Ci riferiamo a Elly Schlein. 
Elly chi? Diranno molti.
Ebbene.
Nata a Lugano il 4 maggio 1985, recita la sua biografia, è attualmente vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, dopo essere stata  europarlamentare eletta nelle liste del PD, passata a Possibile nel maggio 2015 fino al giugno 2019.
È figlia di Melvin Schlein, statunitense di origine ebraica e professore emerito di Scienza della Politica e Storia alla Franklin University di Lugano in Svizzera, e di Maria Paola Viviani Schlein, italiana e professore ordinario di Diritto pubblico comparato nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria.
Nel 2008 a Chicago partecipa come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama per le elezioni presidenziali statunitensi; nel 2012 sempre a Chicago partecipa anche alla campagna di Barack Obama per la sua rielezione.

Poco altro è dato sapere della sua vita personale. Intervistata da Daria Bignardi sulla sua vita sentimentale rispose: “ho amato molti uomini, ho amato molte donne, in questo momento sto con una ragazza e sono felice finché mi sopporta”.

Nel febbraio 2014 si candida con il Partito Democratico per un seggio all’Europarlamento nella circoscrizione nord-orientale, dando vita a una campagna elettorale, ribattezzata “Slow Foot“, all’insegna della sostenibilità e lanciando l’hashtag, che presto diventa virale, “#siscriveschlein“. Alle elezioni europee del 25 maggio 2014 risulta eletta parlamentare europea con 53.681 voti di preferenza È vicepresidente della delegazione alla commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Albania (D-AL) e membro della Commissione per lo sviluppo (DEVE).

Nel maggio 2015, tramite un post su Facebook, annuncia l’abbandono del Partito Democratico, essendo in dissenso con la nuova linea politica del partito impressa dal Segretario Matteo Renzi, e aderisce a Possibile, il partito fondato da Giuseppe Civati.

Dopo la sua prima legislatura sceglie di non ricandidarsi per le elezioni europee del 2019. 

Si presenta invece per le Regionali in Emilia Romagna e contribuisce alla vittoria, di misura, del Centrosinistra di Stefano Bonaccini sulla candidata del Centrodestra, la leghista Lucia Borgonzoni.

Risulta la candidata di lista con più preferenze personali in tutta la storia delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. A sostenerla una mobilitazione trasversale che andò dagli ambienti ecologisti al sindacato, dal volontariato all’estrema Sinistra antagonista.

Forte di questo risultato ottiene (si dice dopo un’estenunante e durissima trattativa con Bonaccini) la vicepresidenza della Giunta. 

Elly Schlein ha dunque le carte in regola per essere il futuro della Sinistra italiana. Ben inserita negli ambienti che contano, con amicizie giuste e ben coltivate, dosa sapientemente le sue uscite evitando, almeno fino ad ora, quelle fuori luogo. Ha saputo dire no alle sirene grilline che la corteggiarono quando c’era l’assalto alle liste pentastellate. 

Insomma, sembra una che, lontana dal clamore mediatico, lavora in profondità, per consolidare e durare. 


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