HomeImpreseImprese romagnole preoccupate per la crisi di Hormutz e i rincari energetici

Imprese romagnole preoccupate per la crisi di Hormutz e i rincari energetici

Quasi due aziende romagnole su tre si attendono un rallentamento dell’attività per il prossimo trimestre a causa delle incertezze internazionali e del loro impatto su logistica, costi delle materie prime ed export.

È il risultato che emerge da un’indagine condotta pochi giorni fa dal Centro studi di Confindustria Romagna per valutare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi energetici e sulle attività delle imprese del territorio.

Il 60% delle aziende intervistate teme, infatti, un calo delle attività e nel 2026 si stima, nelle tre province romagnole, un maggior costo totale sulle bollette di 92 milioni di euro. Non sono segnalate al momento difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime energetiche dal 59% dei rispondenti, percentuale che scende al 39% con riferimento alle altre materie prime, ma la situazione dello stretto di Hormuz (da dove passano molte merci) disegna un quadro di incertezza e instabilità.

Il 14% del campione intervistato ha dichiarato di avere rapporti diretti con il Golfo Persico, il 15% indiretti attraverso fornitori o partner e solo il 5% ha relazioni indirette con l’Iran.

“Dopo una chiusura positiva del 2025, con un consolidamento trainato dall’export – afferma il presidente Mario Riciputi (nella foto)–, il nuovo conflitto in Medio Oriente e il blocco delle principali rotte di transito marittimo hanno provocato tensioni sui mercati energetici e delle materie prime, con un aumento dei costi di petrolio, gas e input produttivi”.
Per questo secondo Riciputi, “è urgente non solo l’adozione di provvedimenti mirati, ma l’attuazione di politiche industriali strutturali per la produzione dell’energia e in favore del sistema delle connessioni infrastrutturali. Non preoccupano solamente le forniture di petrolio e gas, ma anche prodotti come l’alluminio e i fertilizzanti stanno subendo un incremento di prezzo e difficoltà di approvvigionamento, con una forte componente inflattiva che incide sulle imprese e sui consumatori finali”.

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ALTRE