Le Banche di credito cooperativo dell’Emilia Romagna sono un modello virtuoso capace di innescare una crescita superiore rispetto al resto dell’industria bancaria: impieghi totali 14,4 miliardi di euro (+3,63%) e raccolta da clientela 18 miliardi di euro (+2,51%), con performance migliori rispetto alle medie del sistema. Forte il focus sul sostegno all’economia reale e alle PMI: per ogni 10 euro di impieghi, 7,85 euro sono destinati alle PMI, di cui 5,87 euro a microimprese con meno di 10 dipendenti; significative anche le quote di mercato in comparti chiave come imprese 5–20 addetti (28,6%), turismo (26,2%), agricoltura (19,1%) e imprese artigiane (23,9%). Il quadro della solidità è completato da un patrimonio (capitale e riserve) di 2,3 miliardi di euro e da un CET1 Ratio del 26,4%, in incremento; inoltre il 79% del risparmio raccolto diventa credito per l’economia reale e, per legge, almeno il 95% del credito viene erogato nello stesso territorio che ha generato il risparmio.
Numeri che sono stati presentati da Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna a Forlì nel corso di un evento alla presenza del Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.
“In Emilia Romagna dal 2019 al 2024 sono stati chiusi 414 sportelli bancari e altri 37 hanno seguito lo stesso destino nei primi 9 mesi del 2025 – ha spiegato Fabbretti-. Le BCC sono andate in controtendenza con due nuove aperture di sportelli anche nel 2025 e nuovi progetti per tutelare e presidiare le aree interne e periferiche. I dati che abbiamo condiviso oggi raccontano un sistema bancario cooperativo solido e profondamente radicato. In Emilia-Romagna le BCC continuano a presidiare i territori, a sostenere l’economia reale e l’impresa diffusa, e a rafforzare la propria presenza anche dove altrove si arretra. È un modello che tiene insieme solidità, responsabilità e vicinanza: una banca di comunità che non abbandona le persone e che, nelle emergenze come nella quotidianità, continua a dare risposte concrete a famiglie, imprese e territori. Siamo orgogliosi che il valore di questo modello virtuoso sia stato riconosciuto dalle Istituzioni, non ultimo in occasione della recente Legge di Bilancio. È fondamentale continuare a valorizzare il nostro modello di banche di comunità, che non possono essere equiparate negli adempimenti legislativi e burocratici ai grandi gruppi. Questa specificità deve essere sempre più acquisita anche a livello europeo, dove prosegue il nostro impegno per la proporzionalità delle norme. In questo senso chiediamo al Governo un impegno affinché la revisione del quadro normativo bancario, avviata dalla Commissione UE con la consultazione dell’11 febbraio 2026, per renderlo più coerente e funzionale agli obiettivi di competitività e complessità europea, si muova in direzione di associare alla ricerca della proporzionalità, anche la preservazione e l’incremento della biodiversità nel sistema bancario europeo. Una maggiore proporzionalità permetterebbe di superare l’attuale disparità di trattamento rispetto ai modelli di organizzazione diffusi in Germania e Austria e consentirebbe alle singole BCC di non essere penalizzate nel loro operare. La cooperazione di credito a mutualità prevalente, nonostante lo sforzo profuso anche dalle autorità del nostro Paese, dopo dieci anni dalla riforma del credito cooperativo purtroppo non ha ancora trovato adeguato e appropriato riconoscimento nell’orientamento Europeo. La richiesta e quindi, da una parte, quella di estendere le semplificazioni e le misure di proporzionalità strutturali che si andranno costruendo nei prossimi mesi anche ai Gruppi bancari cooperativi italiani che risultano originali e ‘atipici’ rispetto ad altri modelli bancari europei e, dall’altra, il contestuale riconoscimento del modello”.
“Le BCC sostengono i territori e le comunità locali permettendo innanzitutto alle micro, piccole e medie imprese di accedere al credito – ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani –, quindi per noi è fondamentale dare sostegno e pieno riconoscimento alla specificità di questo mondo. Siamo pronti ad organizzare un incontro a Bruxelles per supportare la richiesta di riconoscimento della proporzionalità delle norme bancarie a livello europeo. Dobbiamo evitare tentazioni stataliste contrarie alla nostra impostazione culturale, per questo confermo il mio impegno a favore del pluralismo economico e della biodiversità bancaria che le banche di credito cooperativo garantiscono nel Paese”.


































