HomeConsumatoriCon nuove norme affitti brevi rischio fuga da locazioni medio-lunghe

Con nuove norme affitti brevi rischio fuga da locazioni medio-lunghe

“Il rischio concreto anche in Emilia Romagna è un effetto paradosso con la fuga dalle locazioni medio-lunghe. È un’impostazione che potrebbe produrre un risultato controproducente sull’offerta abitativa”.
A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia commentando le nuove disposizioni regionali sugli affitti brevi entrate in vigore del 19 dicembre 2025 che rendono di fatto sempre più difficile la gestione flessibile degli immobili.

“Per anni – spiega Fagnoni – molti proprietari hanno adottato un utilizzo misto e razionale degli immobili, alternando periodi di locazione a studenti o lavoratori a fasi di locazione turistica. Era un equilibrio che consentiva di mantenere le case nel circuito residenziale, riducendo al contempo i rischi tipici delle locazioni lunghe”.

“Con le nuove regole – prosegue il presidente – questa possibilità viene meno. Il proprietario è costretto a scegliere: o locazione medio-lunga o locazione turistica. Ma questa scelta obbligata non riporta immobili sul mercato residenziale, anzi lo impoverisce”.

Secondo Fagnoni, il meccanismo è chiaro: “Se un proprietario decide di optare per la locazione turistica, quell’immobile uscirà definitivamente, anche solo in parte, dal mercato delle locazioni medio-lunghe. Non per volontà speculativa, ma perché il quadro normativo rende impossibile una gestione flessibile”.

“È un errore di impostazione – aggiunge – pensare che vietando o irrigidendo l’uso misto si aumenti automaticamente l’offerta per residenti. In realtà si elimina proprio quella soluzione intermedia che consentiva a molti proprietari di continuare ad affittare a studenti e lavoratori per una parte dell’anno”.

“Il rischio – conclude Fagnoni – è che norme pensate per governare il fenomeno finiscano per ridurre ulteriormente l’offerta abitativa, spingendo i proprietari verso scelte definitive e meno utili al sistema. Serve una regolazione che distingua tra uso occasionale, gestione flessibile e vera attività imprenditoriale, non un aut-aut che semplifica sulla carta e complica nella realtà”.

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