“Il settore va aiutato a uscire dalla crisi e rilanciato, puntando a una transizione sostenibile che coinvolga tutti gli operatori della moda. Per rafforzare competitività e innovazione sono necessari investimenti in tecnologie avanzate, sostegno alle microimprese, sostenibilità come leva strategica, diversificazione dei canali di vendita e servizi personalizzati, oltre a continuare a investire sulla formazione. Come Regione Emilia-Romagna continuiamo ad assicurare ogni sforzo attraverso i bandi, per garantire il sostegno a uno dei comparti strategici del nostro territorio”. Con questo impegno il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha chiuso i lavori del Tavolo regionale permanente della moda, a cui siedono i rappresentanti delle imprese, del mondo della formazione e delle parti sociali, riunito oggi in viale Aldo Moro con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.
Il vicepresidente Colla, parlando alle imprese, ha ricordato che l’attuazione della programmazione europea 2021-2027 è molto avanzata ma non è esaurita, tanto che sul Fesr nel 2025 sono state aggiunte ulteriori importati misure che hanno consentito di sostenere 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, concessi a fronte di investimenti per 4,6 milioni di euro. Tra questi, il bando per il sostegno della transizione digitale delle imprese, la seconda edizione delbando economia circolare e il bando Step. Parallelamente con l’Fse+ nel 2025 sono state finanziate 12 operazioni di formazione sulla moda, per un valore di quasi2 milioni di euro.
A livello regionale sono inoltre previste nuove importanti opportunità di sostegno, tra cui la seconda edizione del bando Step per investimenti e ricerca: le imprese potranno presentare domanda di contributo nel corso di tutto il 2026 perché il bando prevede l’apertura di 3 finestre, ciascuna con una dotazione dedicata di 15 milioni di euro. In programma anche un nuovo bando per sostenere le certificazioni.
A livello nazionale, infine, un’importante opportunità è legata al disegno di legge sulle Pmi che prevede fino a 100 milioni di euro per mini-contratti di sviluppo per le piccole e medi imprese del settore moda con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, puntare sull’innovazione del sistema produttivo e facilitare l’accesso al credito.
Nell’incontro di oggi è stata anche presentata una sintesi dei risultati del progetto il “Futuro della moda in Emilia-Romagna” voluto dalla Regione in collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Università di Bologna (Dipartimento di scienze aziendali) e di Enea (Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali). La ricerca fotografa accuratamente i produttori e le catene di fornitura, nonché le iniziative per l’adeguamento delle imprese alla normativa europea sulla sostenibilità e in particolare ai requisiti per ecodesign richiesti dal regolamento europeo.
I numeri del settore tessile-abbigliamento
Gli ultimi dati congiunturali segnano un calo della produzione del 6,6% nel tessile abbigliamento nei primi otto mesi del 2025 a livello nazionale. Nella nostra regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto moda.
Inoltre, dopo una diminuzione nel 2024 del -2,0%, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazionirispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale).
Sempre riguardo all’export, nel primo semestre 2025 segno positivo per Reggio Emilia (+7,1% sul primo semestre 2024) e Bologna (+5,1%), che sono anche le due province che esportano oltre la metà della Moda regionale (il 51,7%). Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Il valore delle importazioni, poi, è di 5,3 miliardi di euro nei primi 6 mesi del 2025.
Due terzi del valore (il 62,3%) proviene da paesi extra Ue, in crescita del 17,9% nel I semestre 2025, trainato dalla Cina (+18,8%), che rappresenta da sola il 18,4% dell’import..


































