Grande soddisfazione della Fondazione Dozza Città d’Arte e del Comune di Dozza per il successo della XXX Biennale del muro dipinto e, che conferma il suo ruolo unico nel panorama nazionale. Il borgo e la frazione di Toscanella hanno accolto un pubblico numeroso e vivace, confermando il fascino di una manifestazione che da oltre sessant’anni trasforma il paese in un museo d’arte a cielo aperto. Un bilancio più che positivo per una Biennale che ha visto attivi venti cantieri di restauro aperti in contemporanea, un numero senza precedenti, e quattro nuove opere (“Portale” di Augusto Giuffredi e “Illuminata” di Lara Ilaria Braconi, ammirabili a pochi passi l’una dall’altra in Via De Amicis, 52 e 26) nel solco della tradizione della kermesse, accanto a interventi collaterali (“La ragazza che guardava il cielo” di Andrea Gualandri e “Il fiume” di Marco Lazzarato, a Toscanella) sostenuti da imprese del territorio, che hanno contribuito a diffondere un messaggio di comunità, memoria e bellezza condivisa.
Tra le maggiori novità emerse da questa edizione, anche la notizia dell’importante riconoscimento in corso di valutazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna, guidata da Francesca Tomba. Gli uffici della Soprintendenza, insieme alla Fondazione Dozza Città d’Arte e al Comune, stanno infatti lavorando a un percorso istituzionale e tecnico che potrebbe portare al primo riconoscimento in Italia dell’interesse culturale su una manifestazione artistica come il Muro Dipinto. Un iter innovativo, mai intrapreso prima, che segnerebbe un passaggio storico per Dozza e per l’arte pubblica italiana.
La Biennale però è un evento che sembra non fermarsi mai. La mostra “Muri perduti”, che raccoglie bozzetti e materiali d’archivio custoditi nel Museo della Rocca, è stata prorogata fino all’11 gennaio 2026, mentre da inizio dicembre sarà allestita nella Torre Maggiore della Rocca la nuova esposizione “Il Muro a scatti & Sketchers al Muro Dipinto”, con le fotografie del Circolo Fotografico Imolese e i disegni realizzati durante la Biennale dagli Urban Sketchers di Bologna in collaborazione con l’Associazione Vari.China.
Nel frattempo, la programmazione espositiva 2026 prosegue nel segno della continuità, con mostre dedicate agli artisti che hanno contribuito alla storia del Muro Dipinto. La prima, “Chronos, il tempo nascosto” di Anna Hillar, protagonista di una delle scorse Biennali, è stata inaugurata sabato 18 ottobre con grande successo di pubblico. “Il legame tra Dozza e i suoi muri – conclude Emiliani – è qualcosa di profondo e autentico. Ogni restauro, ogni nuova opera è il frutto di un impegno collettivo che unisce istituzioni, artisti, cittadini e imprese. Il Muro Dipinto non è solo una manifestazione ma un patrimonio che cresce insieme alla sua comunità”.
(nella foto: Marco Lazzarato all’opera su “Il fiume”)


































