HometerritoriPer l’industria vicentina produzione verso lo zero: preoccupa il futuro

Per l’industria vicentina produzione verso lo zero: preoccupa il futuro

Laura Dalla Vecchia, Presidente Confindustria Vicenza

Netta inversione di tendenza per la produzione industriale vicentina nei primi mesi del 2023. La 159° indagine congiunturale condotta da Confindustria Vicenza e relativa al primo trimestre 2023 rileva una situazione pressoché stazionaria, con un lieve incremento della produzione industriale pari a 0,5% rispetto al primo trimestre 2022. 

Come evidenziato dal Centro Studi Confindustria, il calo del prezzo del gas alimenta la fiducia in Italia, oltre a favorire la riduzione dell’inflazione, che però sarà lenta e continuerà a frenare i consumi. In questo quadro congiunturale si aggiunge il maggior peso del costo del credito che, sempre secondo le stime del CSC, a livello nazionale è salito a 3,55% a febbraio 2023 (da 1,18% di fine 2021). La stretta segue il rialzo dei tassi di riferimento: quello BCE è arrivato al 3,5% a fine marzo e al 3,75% a maggio.

La quota di imprenditori che dichiara aumenti della produzione è pari al 32%, a fronte del 43% che evidenzia invece cali produttivi (nel quarto trimestre 2022, il 36% delle aziende registrava incrementi, mentre il 33% dichiarava cali produttivi). 

Il saldo di opinione, in calo, è così pari a -11 (+3 nel quarto trimestre 2022).

Il 40% delle aziende denuncia un livello produttivo insoddisfacente (28% nel precedente trimestre, 17% un anno fa).  

La consistenza del portafoglio ordini rimane stabile per il 29%, aumenta per il 28% mentre diminuisce per il 43% delle aziende (saldo, in calo, pari a -15, contro il -3 del trimestre precedente). 

Nel trimestre gennaio-marzo 2023 il numero di occupati rimane in linea con il primo trimestre 2022 (+0,1%).

Il 58% delle aziende dichiara di aver mantenuto inalterato il proprio livello occupazionale, il 24% l’ha aumentato, mentre il 18% ha ridotto la propria forza lavoro.

Gli andamenti dei settori vedono alcune tensioni, specialmente nella concia, nel sistema moda e nel settore vetro, marmo ed estrattive, ma in generale 9 filiere su 12 vedono un calo della produzione rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Tiene invece, con tutti gli indici positivi, il principale settore del Vicentino, ovvero la meccanica.

“La situazione produttiva è stabile, ma la calma piatta non può che essere momentanea: o si trova una strada per crescere o si rischia di imboccare la via della recessione, specie quando il nostro primo cliente, la Germania, è in difficoltà. Il secondo trimestre ci preoccupa, basti pensare che parecchie aziende si son trovate costrette a fare giorni di chiusura durante i ponti primaverili”, commenta Laura  Dalla Vecchia, Presidente di Confindustria Vicenza.

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