Aumenti in vista anche per i quotidiani. Da domani la Repubblica costerà 20 centesimi in più passando da 1,50 a 1,70 euro. Inoltre il numero del venerdì passerà a 2,50 e quello della sabato e della domenica e 3 euro.
Ma ben prima di Repubblica era stato rivisto il costo del QN – Quotidiano nazionale, che poi significa Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno I giornali del presidente della FIEG (la federazione degli editori) Andrea Riffeser già da un anno costano 1,60.
Molti altri quotidiani, poi, avevano alzato i prezzi in giornate particolari legate alla presenza di inserti.
Scelte obbligate dal continuo aumentare dei costi e dal calo delle vendite e degli introiti pubblicitari.
Nell’editoria quotidiana e periodica, i ricavi registrati dalle principali imprese nel 2020 sono stati pari a 3,28 miliardi di euro, in flessione del 14,6% rispetto al 2019. Al netto dell’attività estera svolta da alcuni editori, nel 2020, il fatturato del mercato italiano si è ridotto del 12,9% rispetto all’anno precedente. In dettaglio, i ricavi editoriali sono scesi del 10,4%, mentre quelli pubblicitari del 17,3%, avverte l’Agecom.



































Condivido totalmente quanto sopra evidenziato. Il pericolo purtroppo è un calo dei lettori a causa dell’incremento del prezzo.
E’ altrettanto vero però che spesso il lettore ( io per primo) in particolari giornate non acquisto il quotidiano per i vari inserti che vengono allegati, che comportano un ulteriore esborso.
Cordialmente.
Antonio Fabiani
Una richiesta: esiste una banca dati che riporta l’andamento del prezzo dei maggiori quotidiani nell’ultimo decennio?
Grazie
L’Italia è già il Paese con uno fra i più bassi numeri di lettori di quotidiani in Europa. L’aumento del prezzo all’edicola, anche se giustificato dai costi crescenti, finirà per assestare un’ulteriore sforbiciata alle vendite. Quale sarà – quindi – il risultato finale dell’equazione: più costi al pubblico – vendite = meno lettori?