REVISIONE IRPEF: LE IPOTESI PREOCCUPANO I PROFESSIONISTI

La revisione delle aliquote Irpef annunciata dal Mef sta destando grande preoccupazione tra i liberi professionisti. Infatti si avanzi un’ipotesi di innalzamento dell’aliquota della flat tax dal 15% al 23% per chi ha ricavi inferiori ai 65 mila euro annui. Un sistema che consentirebbe al fisco di recuperare circa 7 miliardi di entrate.
Ma questa misura aumenterebbe significativamente il carico fiscale di migliaia di partite iva, in larga parte giovani professionisti o piccoli imprenditori. 

Nelle ipotesi citate nella relazione anche una revisione dei diversi coefficienti di redditività (sulla base dei quali si calcola l’imponibile degli autonomi). Percentuali che non sono state modificate in seguito all’innalzamento della soglia di ricavi per l’accesso al regime forfetario. Che, ricordiamo, nel 2019 è passata da 25 mila euro a 65 mila euro. Il tema per il Ministero è garantire l’equità del sistema fiscale va però sottolineato che nel corso del 2020 si è registrata una consistente diminuzione delle partite iva (-14,8%), segno che la categoria è in affanno.

Sul progetto il Presidente della Federazione autonoma professionisti italiani, Ciro Aquino osserva che !il possibile aumento della aliquota del regime forfettario ci lascia senza parole in un momento di grave emergenza economica e sociale che vede in ginocchio tanti liberi professionisti Per i giovani professionisti la mini flat tax è stata una norma fiscale fondamentale per consentire la loro sopravvivenza in questi ultimi due anni, per questo chiediamo al Governo di evitare di penalizzare ancora i lavoratori autonomi con la modifica delle aliquote”.

Sullo stesso tono anche Antonio De Angelis dell’Aiga, associazione italiana giovani avvocati. “Assurdo pensare di aumentare le tasse in un momento come questo. La mini flat tax, introdotta nel 2019, ha consentito a molte partite iva, ed in particolare ai più giovani, di sopravvivere in un momento così difficile». L’associazione esorta a un intervento nella direzione opposta: introdurre misure fiscali a sostegno dei giovani con redditi più bassi, come ad esempio la previsione di una `no tax area´ fino a 35mila euro di fatturato per gli under 35.

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