IL RITARDO DELLE VACCINAZIONI STOPPA L’ECONOMIA

Il ritardo delle vaccinazioni costa il 5% di Pil a trimestre. Un’analisi effettuata dall’Università di Tor Vergata evidenzia che può costare nel peggiore dei casi fino a 270 miliardi di Pil fra quest’anno e il 2022 il ritardo di un trimestre nel piano di vaccinazioni previsto dal Governo. Tre mesi che fanno quindi tremare l’Italia e tutta la popolazione già in crisi per le chiusure dovute alla diffusione del Covid.

Il crollo del Pil si può evitare solo se viene mantenuto il piano stilato dal Generale Figliuolo di avere l’80% degli italiani vaccinati entro settembre. Con il ritardo si perde un 5% di Pil a trimestre. Lo scenario diventa ancora più nefasto se ritardo provocasse una quarta ondata e nuove chiusure: la perdita del Pil salirebbe a -8% a trimestre. Previsioni molto più rosee se la campagna vaccinale finisse invece tra secondo e terzo trimestre: la possibile crescita sarebbe di 5 miliardi nel 2021 e di 10 miliardi nel 2022. Non c’è tempo da perdere, bisogna vaccinare.

E a proposito di vaccini l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) accusa l’Ue per i ritardi. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale per l’Europa, ha rilasciato una nota in cui ha usato toni durissimi per stigmatizzare i ritardi della campagna vaccinale europea: “I vaccini rappresentano la nostra migliore via d’uscita da questa pandemia. Non solo funzionano, ma sono anche molto efficaci nel prevenire le infezioni. Tuttavia, il loro lancio è inaccettabilmente lento. Fintanto che la copertura rimane bassa, dobbiamo applicare le stesse misure sanitarie e sociali che abbiamo applicato in passato, per compensare i ritardi nei programmi. Vorrei essere chiaro, dobbiamo accelerare il processo aumentando la produzione, riducendo gli ostacoli alla somministrazione dei vaccini e utilizzando ogni singola fiala che abbiamo in magazzino, ora”.

Dall’Oms mostrano poi tutti i dati della vergogna: ad oggi solo il 10% della popolazione totale dell’Europa ha ricevuto una dose di vaccino e il 4% ha completato la vaccinazione, inoltre i nuovi casi di contagio da Covid sono in aumento in ogni fascia di età tranne che nelle persone di 80 anni e più. 

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