CIBO: CARO DELIVERY, SEMPRE PIU’ CARO!

Asporto e delivery sono al momento le sole possibilità che i ristoranti hanno per continuare a lavorare viste le chiusure disposte dal governo per la pandemia.E sono anche modalità sempre più diffuse e apprezzate dai consumatori. Ma con l’aumento della richiesta stanno aumentando anche i prezzi.

RistoBusiness ritiene che un aumento dei prezzi con la consegna a domicilio sia fisiologico e che si attesti tra l’8 e il 12%. Questo perchè, comunque, delivery, diventato per alcuni l’unica o la maggiore fonte di guadagno, ha dei costi, che vanno dal packaging al trasporto.

Secondo l’Osservatorio Nazionale di Just Eat, il 2020 ha rappresentato per il mercato del digital food delivery un anno di svolta con una crescita significativa che lo ha portato a rappresentare tra il 20% e 25% dell’intero settore del domicilio e ad affermarsi anche come essenziale agli occhi degli italiani. Nei mesi di lockdown il mercato ha visto anche un’importante espansione e il rafforzamento della presenza territoriale arrivando a servire il 100% delle città con più di 50.000 abitanti e il 66% degli italiani (circa 40 milioni di persone).

Ordinare a domicilio, che sia attraverso app di consegna o che sia contattando gli stessi ristoratori, è un trend che non è destinato ad arrestarsi. Il Covid ha accelerato in maniera drastica una tendenza che stava già crescendo in Italia: ovvero quella alla digitalizzazione. Abbiamo imparato tutti ad essere più digitali in questi mesi della pandemia, c’è chi utilizza tutti i giorni Zoom e fino a poco tempo fa non sapeva neanche cosa fosse. I millennials e la generazione Z vivono con lo smartphone in mano e già prima dell’arrivo del Covid erano abituati a quella forma di intrattenimento che potremmo chiamare ‘home entertainment’ e che consiste nello stare sul divano, davanti a Netflix, mangiando cibo da asporto o consegnato a domicilio.

Ma sono poi veramente giustificati gli aumenti di prezzo? Infatti se ci sono dei costi aggiuntivi, appunto la confezione, il trasporto ecc, ce ne sono altri che vengono ridotti se non, addirittura, azzerati.  Tanti costi interni al locale non ci sono più. Quelli per molto personale, spesso in cassa integrazione, sono fortemente ridotti. E non è detto che un capillare delivery non possa comportare incassi significativi essendo possibile servire una platea di clientela ben più vasta rispetto a quella dei locali, peraltro con posti assai ridotti per le nuove regole imposte dal Covid. 

Insomma se un  piatto al ristorante, tenendo conto di tutti i costi viene fatto pagare una certa cifra, in modalità asporto non dovrebbe esser fatto pagare meno? Sicuro che gli aumenti che si stanno registrando siano del tutto giustificati?


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