I SUPERTUTELATI DELLA P.A. SCIOPERANO PER AVERE PIU’ SOLDI

Mercoledì 9 dicembre sciopero nazionale del pubblico impiego. E’ stato proclamato da Cgil, Cisl e Uil per protestatare contro la manovra del governo che assegna fondi, ritenuti inadeguati, per il rinnovo contrattuale del settore. 

La manovra incrementa di 400 milioni, dal 2021, le risorse stanziate per il rinnovo, portandole a 1,8 miliardi l’anno prossimo e 2,17 nel 2022. In più stanzia 500 milioni per l’indennità di esclusiva della dirigenza medica e 335 milioni per indennità agli infermieri, prevede assunzioni in polizia e tra il personale Ata.

Ma i sindacati sono inosddisfatti.

“Il governo ha stanziato solo 400 milioni con la manovra 2021. Ma così si avrebbe un contratto inferiore al precedente, mancano 600 milioni. Mi auguro che il premier ci convochi” ha detto la segretaria della Cisl, Carla Maria Furlan.

Così si arriverà allo sciopero. Uno schiaffo per tutti gli altri lavoratori e, soprattutto, per autonomi e piccoli imprenditori duramente colpitri in questa fase di pandemia.

Proprio ieri, intervenendo da remoto all’assemblea annuale dalla FIPE, la Federazione dei Pubblici esercizi, anche il premier ha sottolineato questo aspetto. 

“Dobbiamo essere consapevoli – ha detto Giuseppe Conte – che si stanno creando nuove diseguaglianze e che ci sono categorie che godono di una maggiore protezione, fasce sociali che riescono anche ad accumulare maggior risparmio rispetto al passato, pensiamo ai pubblici impiegati, che non devono spostarsi per andare a lavoro e grazie allo smart working risparmiano soldi e tempo“.

Martedì la ministra alla Funzione Pubblica  Fabiana Dadone si era detta “attonita” per la scelta “esorbitante data la situazione del Paese”, con “le partite Iva in difficoltà” e “chi non ha un lavoro fisso in notevole difficoltà”. E sottolineando che per i rinnovi sono stati stanziati 3,8 miliardi ad hoc e “non è che si possano recuperare 10 anni di blocco contrattuale in un anno complesso e delicato come questo.”


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