COMMERCIO IN CRISI TRA COVID E CONCORRENZA WEB

Allarme della Confesercenti sul freno dei consumi e la “concorrenza sleale” dei giganti del web.
La pandemia di Covid ha travolto interi settori commerciali: dalle vendite al dettaglio di beni non alimentari al mercato del lusso, passando per le automobili. A resistere sembra essere solo il segmento alimentare, mentre sul fronte della distribuzione il ‘re’ indiscusso in questa difficile fase resta l’e-commerce.  
Con il Natale che si avvicina e l’aumento della curva dei contagi da Covid che riesuma lo spettro del lockdown totale, la Confesercenti lancia l’allarme contro la ‘concorrenza sleale’ dei giganti del web, mentre la seconda ondata del virus ‘chiude’ oltre 190.000 imprese del commercio. “Se continua così fino a Natale, il web sottrarrà ai negozi oltre 4 miliardi di euro di vendite, servono regole per riequilibrare concorrenza”, è il monito della Confederazione. 

Condivide la preoccupazione il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in videocollegamento con l’assemblea Fipe Confcommercio, afferma:”Penso che un’alterazione delle abitudini di vita dei cittadini potrebbe arrivare dal fatto che si sta facendo grande ricorso agli acquisti online. Questo puo’ ridefinire alcune filiere economiche. Dobbiamo mantenere in equilibrio il settore commerciale, altrimenti sarà difficile intervenire dopo”.

A dare una dimensione numerica alla crisi del commercio è l’Istat, che in un’audizione alla Camera spiega come nei primi nove mesi dell’anno l’unico settore a resistere sia stato quello alimentare, con le vendite che si attestano al +3%, a fronte di un crollo delle vendite di beni non alimentari, che registrano un calo complessivo del 13,5%. “Tra le forme distributive – fa notare il direttore centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche economiche, Gian Paolo Oneto – solo il commercio elettronico presenta risultati positivi con una crescita continua che ha condotto ad un aumento del 29,2% nell’arco dei nove mesi”.


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