L’ACQUA QUOTATA SUL MERCATO DEI FUTURE

Una delle grandi sfide dei prossimi anni sarà quella per l’accesso e la disponibilità all’acqua. E già entro quest’anno, l’acqua diventerà una merce come tutte le altre, quotata sul mercato dei Future come altre commodity quali il petrolio o l’oro. Quindi anche l’acqua, uno dei beni più preziosi per l’umanità, sarà trattata come altre merci. E questo cambierà molte cose. 

Il Cme Group, la più grande piazza finanziaria dei contratti a termine del mondo, in collaborazione con il Nasdaq, ha annunciato la creazione del primo future al mondo sull’acqua.

Il future sull’acqua, spiega il Cme, potrà servire come strumento di risk management, per aiutare le municipalità, le aziende agricole e le imprese industriali a proteggersi dai rischi economici legati alle carenze idriche. Basti pensare che il 40% dell’acqua consumata in California è destinata all’irrigazione, con costi molto elevati specie per alcune colture, come quella delle mandorle. In avvenire, tuttavia, questo future non avrà una valenza esclusivamente locale: col tempo il Cme spera che diventi un indice benchmark, una sorta di termometro in grado di segnalare il livello di allarme sull’acqua a livello globale.

Intanto il problema dell’acqua diventa sempre più centrale negli equilibri geopolitici. Si consideri che entro 5 anni due terzi della popolazione mondiale avranno problemi di approvvigionamento idrico. Infatti se è vero che  il 70% della superficie terrestre è ricoperta di acqua, è anche vero che per il 97% si tratta di mare: acqua salata, inutilizzabile a meno di trattamenti costosi e ad alto consumo di energia. Del restante 3% di risorse idriche, appena un terzo è direttamente utilizzabile come acqua potabile. E la situazione rischia di peggiorare, con gravi ricadute per l’umanità, visto che la mancanza d’acqua scatena guerre e spinge a migrazioni. Per questo il Cme prevede che il valore di questo investimento è destinato a salire, sulla spinta del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della crescita demografica. 

L’idea che l’acqua possa diventare oggetto di speculazioni finanziarie è destinata a far discutere e potrebbe attirare ulteriori critiche sul Cme Group, già contestato per il crollo del prezzo del petrolio e per le anomalie di quello dell’oro. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010 ha infatti incluso l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico sanitari tra i “diritti umani universali e fondamentali”. Ma a un decennio da questa risoluzione il bilancio non è incoraggiante.

Ma intanto ci sono gruppi che si preparano a scommettere sull’acqua e a ricavarne lauti guadagni.


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