
La scalata che la Delfin di Del Vecchio sta facendo a Mediobanca è insensata e ambigua. Parola di Carlo Cimbri, numero uno di Unipol, che di Piazzetta Cuccia detiene il 2% del capitale, e tra i big della finanza italiana.
“Dando per scontato che Del Vecchio possiede sicuramente i requisiti patrimoniali e di onorabilita’ per detenere una quota di tale entita’ in una banca, mi chiedo quale sia il senso industriale di questa operazione. Dare nuovo impulso a Generali? Ma Delfin e’ gia’ presente nella compagnia da molti anni e immagino abbia contribuito alle recenti scelte industriali”, ha dichiarato Cimbri a un quotidiano.
L’AD di Unipol ricorda poi come col 20% del capitale si può condizionare in ogni modo una società. Si può darle stabilità, ma anche destabilizzarla. Quindi? Cosa intende fare Del Vecchio di Medobanca? E di Generali? E’ quello che sembra chiedere Cimbri. Inoltre anche la proposta di Delfin di distribuzione agli azionisti del 13% di azioni Generali, per Cimbri, “e’ insensata“.


































