HomeImpreseIn fuga dalla Russia: aziende che lasciano Mosca e Putin

In fuga dalla Russia: aziende che lasciano Mosca e Putin

Ci sono aziende come Diadora, Ferragamo e Ferrari per l’Italia,  Burger King, Danone, Diageo e Richemont. E, Ancora Autgrill e Generali.

Sono solo alcune delle oltre 500 imprese estere che hanno lasciato la Russia dopo l’attacco all’Ucraina.

A censirle è stata la School of Management di Yale, secondo la quale il 32% delle aziende attive ha adottato forme di ritirata parziali o totali, dal fermo di alcuni business alla cessione di rami d’azienda russi.

Il tutto è in un dossier aggiornato continuamente e che oggi contiene oltre 1.586 imprese. Sono 40 le italiane presenti.

L’elenco è suddiviso in quattro categorie: la prima, chiamata Digging In, cioè di fatto “Resistere”, comprende 238 aziende che continuano a svolgere la loro attività in Russia. Qui, le italiane sono 12: spiccano nel settore agroalimentare e affini, Ariston, Cremonini, De Cecco, Perfetti Van Melle. Insieme a loro resistono Benetton, Boggi, Buzzi Unicem, Calzedonia, Diesel, Fenzi, Fondital, e Unicredit. A livello internazionale condividono la categoria con marchi come Auchan, Bonduelle e Lactalis.

Nella seconda categoria, Buying timeche potremmo tradurre come “quelle che prendono tempo” ci sono le 170 aziende che hanno deciso di rimandare i futuri investimenti, pur continuando a svolgere la propria attività in loco Tra le italiane ci sono Barilla (ha sospeso tutti i nuovi investimenti e le attività pubblicitarie, limitando la produzione russa a pasta e pane), Campari (prosegue nelle vendite ma ha sospeso i nuovi investimenti), De Longhi, Menarini, oltre a Geox, Giorgio Armani, Intesa-Sanpaolo, Maire Technimont e Saipem. Sono in buona compagnia perché a livello internazionale sono con loro giganti come Bayer, Carlsberg, Domino’s pizza, Kraft Heinz, Mars, Mondelez, Nestlé, Red Bull e Unilever.

Terza categoria, Scaling back, ossia “ridimensionamento”, che comprende le 148 imprese che stanno riducendo alcune importanti operazioni commerciali ma ne stanno continuando altre. Tra le italiane ecco Ferrero, Indesit, ma anche Luxottica, Pirelli, e Valentino. In campo internazionale ci sono Bacari, Coca Cola, Kellogg’s, Pepsi Cola e Whirlpool.

Quarta categoria censita, Suspension,”sospensione” comprende ben 500 aziende che hanno deciso diinterrompere temporaneamente la maggior parte o quasi tutte le attività mantenendo aperte le opzioni di ritorno. Tra queste le italiane Diadora, Ferragamo, Ferrari, International Federation of Sport Climbing, Leonardo, Moncler, Prada, Yoox, Zegna Group. Dividono la categoria con altri giganti come Burger King, Danone, Diageo e Richemont. 

Infine, quita e ultima categoria, Withdrawalossia “Ritiro” comprende le 521 aziende che hanno interrotto completamente gli impegni russi o sono uscite completamente dalla Nazione. Tra le italiane c’è Autogrill ma anche Generali, Enel, Eni, Iveco insieme alle estere come Fonterra e Mc Donald’s.

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