Negli ultimi dieci anni, dal 2015 al 2025 sono scomparsi in Emilia Romagna 8mila negozi di vicinato (86mila in tutta Italia). E’ quanto emerge dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma, che indica il 2025 come punto più basso di tutto il periodo preso in esame e mette in evidenza una situazione critica, soprattutto per alcuni settori: cultura, svago, tessile e abbigliamento, mentre la ristorazione rimane il vero motore di crescita.
IIl maggior numero di chiusure in provincia di Ferrara (-15,8%) e a Ravenna (-13,1%), mentre Rimini registra la perdita più contenuta (-5,9%).
A Bologna hanno chiuso quasi 1500 negozi, più di mille anche a Ferrara, Ravenna e Modena. La situazione è migliore a Piacenza e Rimini. Diminuiscono le imprese ma crescono gli addetti. Nel 2025 quelli che operano nel settore del commercio locale dell’Emilia Romagna sono più di 218 mila. Per le attività sopravvissute i ricavi sono aumentati in media di quasi il 40% a livello nazionale, in particolare se si tratta di grandi realtà, le piccole sono invece sottoposte a una pressione crescente.
Per quanto riguarda le categorie merceologiche le maggiori chiusure riguardano cultura, svago, tessile e abbigliamento, mentre la ristorazione è in crescita.


































