HomeImpreseL'industria reggiana teme una nuova stretta creditizia

L’industria reggiana teme una nuova stretta creditizia

L’Osservatorio sul credito alle imprese realizzato da Confindustria Reggio Emilia registra nel quarto trimestre 2025 una chiusura in perdita per il 33% del campione analizzato. Questo risultato, insieme ai timori per un 2026 incerto, frena, da un lato, la programmazione degli investimenti e, dall’altro, l’impegno delle banche verso i settori rappresentativi del nostro territorio.

La preoccupazione maggiore emerge per automotive e grande distribuzione. Inoltre, l’Euribor è destinato a salire nei prossimi mesi: un trend che andrà oltre il breve periodo.

Questo andamento emerge nei dati raccolti da Confindustria, con il tasso medio di Anticipo fatture già oltre il 4,75% al termine del terzo trimestre 2025.

Nonostante la forte incertezza che ha caratterizzato gli scorsi mesi e che proseguirà nel corso del 2026, solo l’11% del campione ha adottato misure per calmierare il rischio di tasso e di cambio. Più del doppio (23%), invece, quelle che hanno deciso di coprire il rischio commerciale per mancato incasso.

A conferma di quanto già registrato nelle indagini precedenti, le imprese reggiane stanno attutendo e gestendo le conseguenze dei dazi americani. Il 70% del campione dichiara che l’incidenza in negativo sul bilancio 2025 è inferiore al 2%.

La nota dolente resta la previsione di finanziamento: solo l’11% delle imprese ha richiesto nuovi finanziamenti per liquidità nel terzo trimestre 2025 e solo il 13% è ricorsa alla banca per finanziare gli investimenti. La curva di questi ultimi sale sensibilmente in chiusura d’anno, come è naturale aspettarsi con lo scadere delle agevolazioni (soprattutto fiscali).

I dati dell’Osservatorio dell’associazione degli industriali sono stati oggetto di confronto con il ceto bancario, in occasione del periodico incontro in via Toschi, presieduto da Savino Gazza, Vicepresidente Vicario, e Mauro Macchiaverna, Consigliere con delega a Credito, Finanza e Fisco. Quest’ultimo ha così commentato la situazione della manifattura reggiana: “La complessa situazione geopolitica sta mettendo a dura prova la resilienza delle nostre imprese manifatturiere. Il 75% del nostro tessuto imprenditoriale è costituito da PMI che vanno tutelate, favorendo nuove opportunità di business. È fondamentale che l’Europa sblocchi al più presto l’accordo con il Mercosur e che questo possa essere il primo di una serie di ulteriori passi per rilanciare la crescita economica”.

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