Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, insieme al vice ministro dell’Industria, Internazionalizzazione e commercio della Generalitat Valenciana, Felipe Javier Carrasco Torres, nel corso di una videoconferenza, presenti i vertici di Confindustria Ceramica e Ascer, l’Associazione nazionale ceramica spagnola, hanno condiviso le preoccupazioni e l’impegno congiunto per assicurare la continuità e lo sviluppo dei maggiori poli industriali ceramici europei come quelli di Sassuolo (Mo) e di Castellon de la Plana in Spagna.
Al centro del confronto la necessità di preservare la competitività della ceramica europea, oggi messa a rischio da elevati costi energetici, dalla concorrenza di alcuni Paesi extra-Ue priva di standard ambientali e sociali comparabili e da strumenti climatici che non tengono conto delle specificità dei settori “hard to abate”.
Le due Regioni hanno espresso forte preoccupazione per gli effetti del sistema Ets sulle emissioni di carbonio, che impone oneri sproporzionati a un comparto che contribuisce solo per lo 0,9% alle emissioni europee regolate e che ha già investito al massimo nell’efficienza energetica.
È stata condivisa da tutti i partecipanti la necessità di un ripensamento delle politiche Ets con l’immediata sospensione del sistema Ets, il congelamento delle attuali assegnazioni gratuite e della realizzazione di un CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) efficace per proteggere tanto il mercato interno quanto le esportazioni verso i paesi extra Ue.
Emilia-Romagna e Generalitat Valenciana hanno inoltre concordato sull’urgenza di avviare programmi europei di ricerca strategica, opportunamente supportati da fondi Ue, dedicati al settore ceramico, coinvolgendo centri di ricerca e università dei due territori per sostenere l’innovazione, la decarbonizzazione e l’autonomia strategica delle filiere.
Le due Regioni lavoreranno congiuntamente per portare queste istanze alle istituzioni europee, a difesa di un’eccellenza industriale che rappresenta un patrimonio economico, sociale e tecnologico dell’Europa intera.
“L’industria ceramica è un settore ad alta intensità energetica, ‘hard to abate’, che ha molto investito nella transizione ecologica, riducendo le emissioni e innovando i processi- ha affermato il vicepresidente Colla-. In Emilia-Romagna possiamo contare su aziende tra le più evolute al mondo, con impianti moderni, digitalizzati, altamente efficienti e sostenibili. Penalizzarle attraverso il meccanismo Ets, significa far perdere competitività a chi ha fatto per primo e con responsabilità la propria parte, e allo stesso tempo favorire produttori extra-Ue in cui i vincoli ambientali, così come quelli sociali, sono di gran lunga inferiori. Il rischio è che così aumentino le emissioni globali, mettendo in gioco migliaia di posti di lavoro qualificato, non solo nel nostro territorio. L’Emilia-Romagna, forte anche della collaborazione con Generalitat Valenciana, continuerà a fare la sua parte, chiedendo decisioni forti a livello comunitario, per evitare che la transizione energetica si trasformi in una desertificazione industriale. Tra queste, anche l’apertura di un cantiere per definire finanziamenti per la ricerca su nuove tecnologie energetiche e nuovi materiali finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione”.


































