Non raggiungendo il milione di euro di fatturato la Fiera di Forlì, per legge, dovrebbe chiudere. Così la pensa la Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna della Corte dei Conti, mentre anche l’amministrazione comunale sembra persuasa a una decisione in tal senso assieme agli altri enti territoriali proprietari Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Camera di Commercio della Romagna.
Tutto per una legge che non consente agli enti pubblici di tenere in piedi società fieristiche con un fatturato che non raggiunge il milione di euro annuali.
L’alternativa alla chiusura potrebbe essere la fusione con un’altra fiera ma al momento i tentativi fatti non hanno portato ad alcun risultato.
Fallito il tentativo con Cesena si sta vagliando un possibile accordo con Rimini dove IEG -Italian Exhibition Group gestisce quartiere fieristico e placongressi (oltre alla Fiera di Vicenza e altre sedi in Italia). In questo caso si potrebbe cercare una soluzione sul fronte congressuale.
Del resto nei padiglioni di Punta di Ferro non si svolge praticamente alcuna attività fieristica soprattutto dopo che la Fieravicola si è trasferita a Rimini ed è diventata poco più che un grande convegno.
Per loro il futuro potrebbe essere l’affitto per attività varie o come centro per al protezione Civile


































