La Riviera romagnola conferma il proprio appeal, nonostante un’estate segnata da un contesto economico complesso e da una stagione meteo altalenante. È quanto emerge dall’analisi dei dati effettuata dal nuovo Osservatorio regionale sul Turismo, che nel periodo gennaio-agosto registra un aumento degli arrivi del +1,6% e una sostanziale stabilità delle presenze (-0,6%). Il motore della crescita è il mercato straniero, che aumenta del +9,8% per quanto riguarda le presenze, dimostrando un forte interesse per la Riviera Romagnola, a fronte di presenze italiane in calo del -3,7%, in linea con quanto registrato quest’anno praticamente lungo tutta la penisola italiana. Il peso del turismo balneare su quello complessivo rimane determinante in Emilia-Romagna sia sugli arrivi, il 50,1%, che sulle presenze 67,2%.
Una fotografia della Riviera, presentata questa mattina a Rimini dall’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni, ai sindaci e alle associazioni di categoria, che racconta di un territorio che mantiene la sua attrattività capace di un buon equilibrio complessivo e di confermare una tendenza ormai consolidata: la crescita dei mesi ‘di spalla’ (aprile, maggio, giugno), a fronte di un leggero calo nei mesi centrali dell’estate. Un andamento già delineato nel 2024 e che testimonia il successo del percorso di destagionalizzazione intrapreso dalla regione negli ultimi anni, con il grande sport e gli eventi congressuali e fieristici, culturali ed enogastronomici.
Nel trimestre estivo (giugno–agosto) l’Osservatorio stima una flessione complessiva nelle presenze del -1,8%. Un dato che, in una fase congiunturale segnata da incertezze economiche e da un clima altalenante, rappresenta una tenuta della Riviera Romagnola.
Determinante la buona performance di giugno, che ha parzialmente compensato le lievi diminuzioni di luglio e agosto, concentrate in alcune località.
Alla base del lieve calo complessivo delle presenze turistiche (-1,8%) nei tre mesi estivi, soprattutto la contrazione della domanda interna (-6,6%), legata al minor potere d’acquisto, al meteo avverso e a nuove modalità di pianificazione delle vacanze. La domanda straniera, in forte crescita (+14,8% di presenze), non è bastata a compensare completamente il calo interno.
Indicazioni analoghe arrivano dai numeri. I dati ISTAT relativi a gennaio-agosto (pubblicati oggi) confermano il trend tracciato dall’Osservatorio: crescita a giugno, lieve flessione nei mesi successivi. Si tratta di dati ancora provvisori, che potranno essere confrontati con i consolidati del 2024, una volta completata la raccolta da parte di tutte le strutture ricettive.


































