
Confindustria ha riunito le proprie assise nazionali a Bologna alla presenza della premier Giorgia Meloni e del Presidente dell’Europarlmento Roberta Metsola.
Vari i temi affrontati, dall’eccessivo costo dell’energia ai dazi, dalla sicurezza sul lavoro alle regole Ue.
“Oggi l’Italia si presenta credibile davanti a un quadro economico e finanziario di estrema difficoltà. Abbiamo restituito centralità al nostro Paese”, ha detto Meloni che ha assicurato: ‘Il governo c’è e non intende indietreggiare. Si vince e si perde tutti insieme”
“I provvedimenti che abbiamo messo in campo sono stati molti, diversi. Sono stati, come ricordava anche il presidente Orsini, frutto del nostro lavoro comune, del nostro confronto – evidenzia – Non ci siamo trovati d’accordo sempre, com’è normale, com’è addirittura sano in una democrazia, però noi abbiamo tutti quanti fatto del nostro meglio per un obiettivo che condividiamo da un punto di vista e dall’altro. Vale a dire: tutti vogliamo banalmente fare bene il nostro lavoro. E su questo ci possiamo ovviamente trovare”.
Rispetto al costo dell’energia, Meloni ha spiegato il governo sta “lavorando a un’analisi del funzionamento del mercato italiano per comprendere se eventuali anomalie nella formazione del prezzo unico nazionale possano essere la causa di aumenti ingiustificati, perché sarebbe inaccettabile se ci fossero speculazioni sulla pelle di chi produce e crea occupazione”. Il governo è perfettamente “consapevole dell’impatto che i costi energetici hanno sulle famiglie e sulle imprese, soprattutto su quelle di piccole e medie dimensioni. E lo sappiamo anche perché dall’inizio di questo governo abbiamo stanziato circa 60 miliardi di euro, l’equivalente di due leggi finanziarie, per cercare di alleviare i costi. È evidente che continuare a cercare di tamponare spendendo soldi pubblici non può essere la soluzione. Per questo abbiamo accompagnato le risorse con diversi interventi, alcuni dei quali rispondono anche alle necessità richiamate proprio dalla Confindustria”, ha aggiunto.
Il presidente Emanuele Orsini lancia un appello all’unità tra istituzioni, politica, sindacati e imprese per realizzare un piano industriale straordinario che rilanci la crescita del Paese. La proposta prevede investimenti per almeno 8 miliardi di euro l’anno nei prossimi tre anni, con l’auspicio di estenderli a cinque. L’obiettivo è raggiungere una crescita del PIL del 2% e consolidarla nel tempo, attraverso un nuovo patto sociale basato su responsabilità condivisa e visione strategica.
A livello europeo, Orsini sollecita interventi su due assi principali: più investimenti nell’innovazione, sostenuti da fondi pubblici e privati, e una revisione normativa per rafforzare la competitività, semplificare la burocrazia e promuovere una sostenibilità economica, sociale e ambientale.


































