
Prosegue e si aggrava la crisi del comparto calzaturiero in Emilia Romagna. E a soffrire maggiormente è soprattutto il polo romagnolo concentrato nell’area di San Mauro Pascoli.
A livello nazionale secondo l’ultimo report realizzato dal Centro studi Confindustria per Assocalzaturifici, il primo semestre 2024 ha fatto registrare un passo indietro sia nel fatturato (-9,1%), sia nell’export (sceso del -8,5% in valore e del -6,8% in quantità nei primi 5 mesi). In forte calo anche l’indice Istat della produzione industriale (-19,5%). Lo studio rileva inoltre un decremento degli acquisti delle famiglie italiane (-2,1% sia in volume che in spesa): resistono solo sneakers e scarpe sportive, le cui perdite si fermano intorno al -1%.
Il polo romagnolo ha visto le esportazioni diminuire del 21,3% in un anno.
Nel frattempo hanno cessato l’attività 11 imprese in regione con una perdita di oltre 200 posti di lavoro. Forte l’aumento del ricorso alla cassa integrazione.: +597,1% rispetto allo stesso periodo del 2023. Sono state autorizzate 830mila ore: un numero importante, superiore del +222% anche rispetto alla situazione pre-Covid dei primi sei mesi del 2019
A determinare tale situazione la crisi economica col ridotto potere di acquisto delle famiglie e dal rallentamento di varie economie che hanno ridotto l’import dall’Italia


































