Banche: i depositi sono tornati a crescere

Sono tornati a salire i depositi dei clienti bancari in Italia: a dicembre hanno raggiunto 1.854,4 miliardi di euro tra depositi in conto corrente, certificati di deposito e pronti contro termine, a fronte di 1.814,3 miliardi nel mese precedente. Secondo il rapporto mensile pubblicato oggi dall’Abi, si tratta di 114 miliardi in più su base annua, pari al più 6,6%. Il valore raggiunto a dicembre, precisano dall’Associazione, è il più elevato nelle serie storiche.
Questa voce ha segnato una marcata espansione, non solo in Italia, a seguito delle misure restrittive imposte dai governi per cercare di limitare la diffusione del Covid. In buona misura un contraccolpo dell’impossibilità di spendere su molti settori e servizi. Nella Penisola aveva iniziato a ridursi durante l’estate, salvo poi risalire a partire da ottobre, con una dinamica altalenante, mentre sono state varate nuove restrizioni, poi inasprite a dicembre.

Complessivamente, la dinamica della raccolta delle banche -depositi da clientela residente e obbligazioni – risulta in crescita del 5,4% su base annua, a 2.063,4 miliardi di euro, di cui 209 miliardi sono obbligazioni che invece risultano in calo del 4,4%.
A dicembre 2021, dice ancora l’Abi, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,45%, lo stesso valore del mese precedente. Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) è rimasto a sua volta stabile allo 0,31%. Il tasso sui pronti contro termine è calato allo 0,70%, dall’1,23% il mese precedente. Il rendimento delle obbligazioni in essere è rimasto sostanzialmente stabile all’1,75%, dall’1,76% nel mese precedente.

Infine, l’associazione rileva come il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie rimane in Italia su livelli particolarmente infimi, a dicembre 2021 risulta di 171 punti base (172 punti base nel mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (i valore attuale è quasi dimezzato rispetto ai 335 punti base a fine 2007).

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