I CIBI INTEGRALI ABBASSANO IL RISCHIO DI MORTALITA’

I prodotti integrali riducono il rischio di mortalità fino al 24% e sono fondamentali per una corretta dieta. Purtroppo, però, il loro consumo rimane troppo basso: si stima che a livello mondiale si consumi meno di un quarto delle dosi giornaliere consigliate di prodotti integrali.
E’ uno dei temi al centro del dibattito virtuale globale “Building Healthy, Sustainable, and Resilient Food Systems” che si terrà nell’International Whole Grain Day il 19 novembre, la Giornata internazionale dei prodotti integrali.
L’integrale fa bene anche all’ambiente. Secondo una ricerca di WWF passare a una dieta ricca di prodotti integrali, con frutta, verdura, meno zucchero, meno olio, meno grassi e carne può ridurre la perdita della fauna fino al 46%, fermare la deforestazione e diminuire almeno del 30% le emissioni di gas dovute alle coltivazioni agricole.
“Il consumo di 50 g di prodotti integrali al giorno porta a una riduzione del rischio di mortalità fino al 24% – ha sottolineato Patrizia Fracassi, Responsabile della Nutrizione e dei Sistemi Alimentari della Fao -. Purtroppo meno del 50% della popolazione mondiale raggiunge questo livello”
Anche Cereal Partners Worldwide (CPW), joint venture tra Nestlé Breakfast Cereals e General Mills, supporta l’appello ai governi in linea con la sua mission ‘Make Breakfast Better’ e con l’impegno volto a garantire che i cereali integrali costituiscano l’ingrediente principale in più del 99% dei cereali per la prima colazione destinati ai bambini e agli adolescenti e che il 100% dei cereali che riportano il contrassegno verde siano fatti con un minimo di 8g di cereali integrali per porzione.


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