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IL TRASPORTO AEREO MESSO KO DAL COVID

Mentre riprendono lentamente aperture di aeroporti, frontiere e voli, (ma ancora la scorsa settimana in Europa si registrava una riduzione dei voli di quasi l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo dati di Eurocontrol)  il comparto del trasporto aereo fa i conti con la pandemeia che o ha gravemente colpito. E secondo alcuni esperti il ritorno alla piena normalità non ci  sarà prima del 2025. 

E 5 anni è il tempo che Airbus ritene necessario per ritrovare standard normali di produzione. Per questo sta per varare un piano di ristrutturazione che si stima porterà al taglio di migliaia di posti di lavoro. Stando a una dichiarazione rilasciata dal ceo Guillaume Faury alla stampa tedesca per il 2020 e 2021 produzione e consegne subiranno una frenata di circa il 40% rispetto ai piani originali

Airbus conta 130 mila dipendenti nei suoi stabilimenti distribuiti tar Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. E ciascun Paese ha una legislazione sul lavoro differente.

Faury ha comunque dichiarato che sarà fatto il possibile per salvare i posti di lavoro.

Cominciano a diventare visibili, i tanto temuti effetti della pandemia anche sul gruppo Air France, colpito come tutte le compagnie dalla diffusione del virus, annuncia 7500 licenziamenti nei prossimi due anni. Secondo le prime indiscrezioni questa cifra comprenderebbe 6500 posti cancellati in Air France e altri 1000 nella sua filiale low cost Hop.

Nel quadro degli aiuti di stato per contenere gli effetti della pandemia, Air France ha già incassato 7 miliardi di euro dal governo francese. Lo stesso è accaduto alle altre compagnie aeree dei paesi europei, come la portoghese Tap, alla quale è stato concesso un prestito di 1,2 miliardi di euro. Tuttavia il governo di Lisbona punta a nazionalizzare la società, che intanto ha dovuto mettere in disoccupazione temporanea il 90 per cento dei dipendenti.

La ripresa graduale dei voli non pare cambiare di molto il quadro. Ancora la scorsa settimana in Europa si registrava una riduzione dei voli di quasi l’80 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo dati di Eurocontrol.

Gli esperti del settore prevedono che anche una volta finita l’emergenza pandemia sarà difficil

Anche Ryanair potrebbe tagliare 3mila posti di lavoro. I tagli riguarderebbero principalmente piloti e personale di bordo. La compagnia aerea valuta inoltre riduzioni salariali fino al 20% e la chiusura di una serie di basi in Europa fino al recupero del traffico e tornare rapidamente ai livelli di prima della crisi. L’amministratore delegato del gruppo Michael O’Leary, che si era ridotto la retribuzione del 50% per aprile e maggio, ha deciso di estendere questa riduzione per l’intero esercizio finanziario, fino a marzo 2021. Ryanair ha anche annunciato di aver avviato negoziati con Boeing per ridurre il numero di consegne di aeromobili nei prossimi 24 mesi, spiegando che il numero di passeggeri del primo trimestre è stato inferiore del 99,5% alle previsioni di 42,4 milioni di passeggeri, attestandosi su meno di 150.000.

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