Per fare fronte alle difficoltà finanziarie conseguenti a questa emergenza, le imprese dovranno rivolgersi al sistema bancario; in misura secondaria anche a fondi di private debt (Mini bond); lo Stato si preoccupa di mettere il sistema finanziario nelle condizioni di erogare credito che altrimenti non verrebbe erogato. Gli interventi mirano a salvaguardare il sistema finanziario quale punto nevralgico del funzionamento di un’economia. L’impresa viene aiutata nella sua richiesta di nuovo credito per superare la crisi. Si garantisce (o si spera di garantire) la sopravvivenza delle banche; la sopravvivenza delle imprese dipenderà dalla loro capacità di fare fronte nel futuro ai debiti in essere e a quelli che avranno contratto per fare fronte all’emergenza.
Da questa crisi il sistema delle imprese uscirà più povero e più indebitato. L’aumento del debito richiederà anni, non mesi e non pochi, per essere smaltito. Occorre quindi una finanza paziente e responsabile.
Per tutto il 2020 e buona parte del 2021 come minimo, le imprese dovranno fronteggiare una strutturale e perdurante restrizione dei flussi di cassa dovuta a contrazione di margini e profitti, svalutazione dell’attivo corrente (crediti non più esigibili e rimanenze non più utilizzabili) e allungamento dei tempi di incasso dei crediti commerciali.
Su tutto questo si aggiungerà lo spauracchio del 1 ottobre 2020, quando scadrà la proroga concessa dal Decreto Cura Italia dei prestiti a breve termine e tutta quella montagna di crediti diverrà di colpo esigibile e quando i mutui sospesi riprenderanno il loro piano di ammortamento originario. Molte imprese non avranno incassato i crediti commerciali sottostanti gli anticipi ricevuti che non potranno quindi essere rimborsati ma risulteranno scaduti e quei piani di ammortamento sui mutui risulteranno in buona parte non più sostenibili.
USARE BENE E IN MODO COMBINATO LE LEVE OFFERTE DAL DECRETO LIQUIDITÀ
Il Decreto Liquidità non è perfetto. Contiene tuttavia un apparato di strumenti utili e in gran parte sufficienti per affrontare le sfide attuali. Lascia alle parti – imprese e intermediari finanziari – la responsabilità di usarli al meglio. Non c’è peggior credito alle imprese di quello erogato non in conformità alle vere esigenze delle aziende: sembra che sia la risoluzione ad un problema mentre è solo un accrocchio, il problema si ripresenterà in futuro, ingrandito e complicato. Troppe volte lo abbiamo riscontrato nel nostro lavoro di strutturazione di debito. Questa volta, la situazione non concede molti margini di recupero, meglio non sbagliarsi.
Diverse banche stanno offrendo soluzioni a pacchetto per affrontare alla meglio il momento. Raramente questi pacchetti da soli risultano adatti e sufficienti, senza un lavoro di maggiore precisione, impresa per impresa, per individuare cosa possa realmente servire. E non saranno certamente tassi di interesse calmierati a renderli più adeguati. Il costo del denaro è in questo frangente il minore dei problemi. Occorrono soluzioni di credito che siano per le aziende sostenibili oggi e anche tra 12, 18 o 36 mesi, quando le attività si saranno riprese, quando ci sarà uno stock di debito importante da rimborsare. Gli strumenti messi a disposizione andranno utilizzati in modo combinato.
Garanzia 90% su finanziamenti fino a 6 anni: per spese del personale, investimenti e incrementi del circolante. Liquidità da prendere e usare nel tempo, nei prossimi 12-24 mesi per fare fronte alla bassa redditività e all’incremento del capitale circolante. Meno bene per gli investimenti: difficilmente potranno sostenersi in 6 anni. Per questi potrebbe occorrere altro.
Garanzia 80% su finanziamenti anche per rinegoziazione debiti, senza limiti di durata. Ci pare lo strumento più adatto per rinegoziare le scadenze dei mutui in essere su un orizzonte superiore a 6 anni e per sostenere gli investimenti. Parte di questa finanza potrà contribuire anche al finanziamento del circolante, se questo avesse dimensioni importanti. Rispetto ai finanziamenti con garanzia al 90% azionano un importo maggiore di credito e non pone limite alle scadenze, consentendo piani di rientro più sostenibili. Garanzie aggiuntive possono essere negoziate con le banche.
Il sistema bancario deve persuadersi che è più sicuro un finanziamento a lungo termine di uno a 2 o a 3 con rate difficilmente sostenibili dall’impresa. Il Decreto Liquidità toglie questo alibi alle banche. E’ responsabilità delle imprese non farsi irretire da finanza facile e inadeguata e pretendere piani di rimborso di lungo periodo.
Nuovo assetto per le linee di credito commerciale
Gli affidamenti di breve termine a revoca sono la terza gamba di un intervento finanziario. Nel prossimo futuro, gli accordati per anticipi del credito commerciale perderanno di rilevanza per alcune imprese. In un contesto di espansione del capitale circolante e ridotti margini industriali, l’elasticità di cassa dovrà essere recuperata con altre forme di finanziamento rotativo del circolante. Sarà interesse anche delle banche fornirle per fare fronte alle esigenze di tesoreria delle imprese ed evitare tensioni finanziarie e irregolarità andamentali nel credito.
Il Decreto Liquidità non è di grande aiuto su questo versante. Saranno le aziende a doversi industriare. Il consolidamento di anticipi commerciali e mutui, reso possibile dal Decreto, libera spazio per un intervento su altre forme di affidamenti a revoca, possibilmente negoziati su un orizzonte di almeno 24 mesi, che possono avere in contropartita covenants e vincoli di utilizzo a salvaguardia delle banche. Le forme tecniche utilizzabili sono molteplici; la combinazione corretta dipenderà dalle caratteristiche del ciclo di incassi e pagamenti di ciascuna impresa.
Le imprese hanno bisogno di accedere in fretta alle agevolazioni offerte. Banca d’Italia ha sollecitato le banche a velocizzare i processi decisionali e a minimizzare le formalità. Le aziende possono fare la loro parte presentando alle banche documentazione e piani economico-finanziari realistici e richieste di finanziamento per supportate anche analiticamente in modo che emergano benefici e sostenibilità del debito richiesto. Questo passaggio sarà fondamentale in questa fase per permettere al sistema bancario di prendere decisioni più velocemente.
Ma resta per molte imprese la necessità di disporre di finanza bruciante. Si potrà sopperire prendendo linee di finanziamento ponte, a 1-3 mesi che saranno poi rimborsate con le nuova finanza acquisita con gli strumenti resi disponibili dal Decreto Liquidità.
Francesco Robiglio
Corporate Finance
Studio Dattilo
Galleria del Corso, n. 2 20122 Milano



































