Il costo dell’energia per le imprese al centro dell’edizione 2026 di CERSAIE la cui 43esima edizione è stta inaugurata questa mattina al Bologna.
Presernti alla manifestazione, che dispone di una superficie espositiva complessiva di 145 mila metri quadrati, ci sono 597 espositori provenienti da 24 Paesi.
A prendere parte all’evento inaugurale, tra gli altri, il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e l’ad di Eni Claudio Descalzi.
Al centro dell’appuntamento espositivo, afferma il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi, il settore della ceramica, che “fattura 7,5 miliardi di euro e contribuisce con 5 miliardi al saldo attivo della bilancia commerciale”.
Subito dopo il taglio del nastro il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha chiesto una risposta migliore da parte dell’Unione europea sulle politiche Ets. La questione energetica infatti è centrale per il settore ceramico, una delle eccellenze del Made in Italy e una chiave dell’export del Belpaese. La manifattura della ceramica in particolare è alla base “della tenuta del tessuto di questo territorio (come ad esempio il distretto di Sassuolo nel modenese, ndr) e di chi fa industria”. Per questo, spiega Orsini, “abbiamo bisogno che si faccia il prima possibile, il grande tema è quello delle emissioni della CO2, dell’Ets, che ancora oggi riteniamo insufficiente. Vediamo una risposta non all’altezza dell’Europa, ci aspettiamo quindi che si faccia velocemente. A meno che l’Europa non abbia deciso di bandirli, deve capire che se vuole la tenuta sociale di un territorio, e soprattutto della produzione che rappresenta il Made in Italy, deve fare presto a dare una risposta. Oggi non la vediamo ancora”.
“In una situazione che si pensava dovesse finire mentre si sta complicando il discorso dell’Ets va sospeso. L’Ets sarebbe giusto perchè è una tassa su chi inquina ma se soldi vengono investiti a ridurre i processi inquinanti. Ma sappiamo bene che non e’ cosi'”, lo ha detto l’ad di Eni, Claudio Descalzi intervenendo al Cersaie. “Va sospeso, non cancellato finché la situazione di Hormuz e della Russia è in questo limbo, finché il medio-lungo termine non ci aiuta”, ha aggiunto.


































