Sostenibilità, lavoro di qualità e innovazione: l’Emilia-Romagna traccia la rotta per la transizione ecologica e digitale, e lo fanno insieme le istituzioni e le parti sociali. L’obiettivo è chiaro: abbattere le disuguaglianze sociali e territoriali superando la vecchia contrapposizione tra economia e ambiente. Investendo con forza nell’economia sociale, la Regione trasforma le sfide del futuro in opportunità per le nuove generazioni, mettendo le persone e le comunità al centro del cambiamento.
Il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale presentato a luglio, questa mattina è stato siglato ufficialmente da tutti i firmatari insieme al presidente della Regione, Michele de Pascale, e al vicepresidente, Vincenzo Colla, in viale Aldo Moro a Bologna.
Il nuovo schema d’azione consolida le priorità strategiche dei precedenti accordi, adeguandole alle sfide contemporanee. L’evoluzione del Patto riflette i mutamenti storici del territorio: se nel 2015 la priorità assoluta era l’occupazione per rispondere alla crisi economica globale, e nel 2020 si è aggiunto il tema climatico e della sostenibilità in piena emergenza pandemica, nel 2026 il Patto si rinnova estendendo lo sguardo all’economia sociale, ridefinendo la visione di futuro dell’Emilia-Romagna.
“Il nostro intento è guidare il cambiamento, non subirlo, mettendo insieme forze e intelligenza collettiva per il bene comune – affermano il presidente de Pascale e i vicepresidente Colla –. È questa la sfida che l’Emilia-Romagna ha di fronte in una fase di transizione globale senza precedenti. Nonostante le enormi difficoltà legate alla crisi climatica, all’inflazione, all’instabilità geopolitica e alla necessità di difendere salari e sanità pubblica, la Regione sceglie di rispondere con azioni concrete e radicate nei territori. Con l’ingresso dell’economia sociale nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima, dimostriamo che sviluppo, tutela dell’ambiente e coesione sociale possono e devono camminare insieme. La strategia punta a ridurre i divari tra centri e periferie, a sostenere il lavoro di qualità e a dare protagonismo ai giovani. Un percorso ambizioso e condiviso, per proiettare l’Emilia-Romagna nello scenario internazionale come polo attrattivo per investimenti, talenti e relazioni di alta qualità. Centrale – concludono de Pascale e Colla – resta la costruzione di uno sviluppo sostenibile, fondato su imprese solide e lavoro di qualità, capace di guidare la transizione ecologica e di contrastare ogni forma di disuguaglianza: economica, sociale, di genere, generazionale e territoriale. Per garantire la coesione dell’Emilia-Romagna è fondamentale ricucire il rapporto tra centri e periferie, tra pianura e montagna, rimettendo al centro la comunità”.
Gli obiettivi
Dopo un lungo e proficuo confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, il nuovo Patto aggiorna il progetto di futuro dell’Emilia-Romagna a quanto è accaduto e sta accadendo a livello locale e globale. In particolare, la necessità divenuta improrogabile di tutelare la sanità pubblica come garanzia democratica di tutela della salute, diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Le conseguenze sempre più estreme della crisi climatica comportano l’urgenza di investire nella sicurezza del territorio, che ha messo in evidenza tutte le sue fragilità. L’instabilità economica e occupazionale, derivante dai conflitti in corso e dalle trasformazioni dello scenario internazionale, aggravata dai dazi e dal rapido aumento dei costi dell’energia, che richiede un impegno comune per la competitività delle filiere produttive territoriali. L’inflazione che ha impoverito una parte del ceto medio, mettendo troppe persone in difficoltà nell’accesso ai beni primari, in primis la casa. La demografia, che in Emilia- Romagna registra una dinamica positiva solo grazie alla capacità attrattiva del territorio che bilancia ormai da diversi anni un saldo naturale strutturalmente negativo. Sfide complesse che hanno reso necessario definire un nuovo Patto che guardi all’intera società regionale per comprenderne i nuovi bisogni, interpretarne le aspettative e soddisfarne le ambizioni.
I firmatari del patto
- Regione Emilia-Romagna
- AGCI Associazione Generale delle Cooperative Italiane E-R
- ANCE Associazione Nazionale dei Costruttori E-R
- ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani E-R
- Associazione tra fondazioni di origine bancaria dell’Emilia-Romagna
- CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro E-R
- CIA Confederazione italiana agricoltori E-R
- CIDA Confederazione Italiana Dirigenti ed Alta Professionalità E-R
- CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori E-R
10.Città Metropolitana di Bologna
11.CNA Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa E-R
12.CNR Consiglio nazionale delle ricerche
13.Coldiretti E-R
14.Commissione regionale ABI E-R
15.Comune di Bologna
16.Comune di Cesena
17.Comune di Ferrara
18.Comune di Forlì
19.Comune di Modena
20.Comune di Parma
21.Comune di Piacenza
22.Comune di Ravenna
23.Comune di Reggio Emilia
24.Comune di Rimini
25.Confagricoltura E-R
26.Confapindustria E-R
27.Confartigianato E-R
28.Confcommercio E-R
29.Confcooperative E-R
30.Confesercenti E-R
31.Confimi Romagna
32.Confindustria E-R
33.Confprofessioni E-R
34.Confservizi E-R
35.COPAGRI Confederazione Produttori Agricoli E-R
36.CUPER Comitato unitario delle professioni intellettuali degli ordini e dei collegi professionali E-R
37.Forum Terzo Settore E-R 38.Legacoop E-R
39.Legambiente E-R
40.Politecnico di Milano – Sede di Piacenza
41.Provincia di Ferrara
42.Provincia di Forlì-Cesena
43.Provincia di Modena
44.Provincia di Parma
45.Provincia di Piacenza
46.Provincia di Ravenna
47.Provincia di Reggio Emilia
48.Provincia di Rimini
49.Ufficio scolastico regionale E-R
50.UGL Unione Generale del Lavoro E-R
51.UIL Unione Italiana del Lavoro E-R
52.UNCEM Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani E-R
53.Unioncamere E-R
54.Università Cattolica del Sacro Cuore
55.Università di Bologna
56.Università di Ferrara
57.Università di Modena e Reggio
58.Università di Parma
59.UPI Unione delle Province d’Italia ER


































