Nel 2025 le vendite di gioielli e preziosi ai turisti stranieri hanno raggiunto un valore stimato di 910 milioni di euro: circa il 13% dei ricavi annui delle gioiellerie e l’11% degli 8,6 miliardi spesi complessivamente dai visitatori internazionali per l’acquisto di beni nel nostro Paese. È quanto emerge dalla presentazione dell’indagine “I preziosi e i gioielli Made in Italy nel mondo: il contributo delle gioiellerie italiane”, realizzata da Federpreziosi Confcommercio in collaborazione con Format Research, in programma oggi a Vicenzaoro September 2026. Il 75% delle gioiellerie italiane annovera turisti stranieri tra i propri clienti e quasi un esercizio su cinque realizza con loro almeno il 10% delle vendite. A trainare la domanda sono artigianalità, qualità e origine italiana del prodotto, mentre l’oreficeria risulta la categoria più richiesta. Dalle risposte dei turisti emerge che per quasi il 48%, l’acquisto di un gioiello era già contemplato prima della partenza per l’Italia e l’84,8% degli acquirenti stranieri si dichiara favorevole ad acquistare nuovamente gioielli Made in Italy.
L’Osservatorio evidenzia inoltre un settore in fase di consolidamento: nel 2026 operano in Italia 11.705 gioiellerie, con oltre 30.300 addetti e un fatturato stimato vicino ai 7 miliardi di euro.
“Esserci, in digitale. Il gioiello tra algoritmi e persone. I trend del marketing digitale per il gioiello: dati, canali e indicazioni operative”, questo il titolo del convegno che si è svolto oggi nel corso della terza giornata di Vicenzaoro. Ne è emerso che l’intelligenza artificiale entra sempre di più anche nelle scelte d’acquisto. Gli utenti che arrivano sul sito di un brand tramite ChatGPT registrano un tasso di conversione del 15,9%, mentre dalla ricerca organica su Google il tasso si ferma al l’1,76%. Un segnale, più che un dato generalizzabile, di quanto le AI stiano diventando nuovi intermediari tra aziende e clienti. Intanto cresce la ricerca di autenticità da parte dei consumatori: volti reali, artigianalità e rapporto diretto con il negozio acquistano valore. E con l’AI Act arrivano anche nuovi obblighi di trasparenza. La sfida per il gioiello è farsi trovare dagli algoritmi senza perdere il rapporto con le persone.


































