L’Italia vira a destra, FdI deve raccogliere le grandi sfide dell’economia

La netta vittoria del centrodestra, e in particolare di Fratelli d’Italia, alle politiche di ieri segna una svolta precisa nella politica italiana. Roccaforti ritenute fino a ieri inespugnabili come molti collegi in Emilia Romagna sono state prese e ora sono rappresentate da parlamentari di FdI, FI e Lega.

Ma, passate le elezioni, dopo l’euforia dei vincitori, c’è la realtà di un Paese da governare.

Il Centrodestra va al governo in una delle fasi più complesse della nostra storia recente. Soprattutto sul fronte economico, quello che riguarda maggiormente i cittadini, il Paese è a rischio recessione con un’inflazione galoppante, prezzi alle stelle e un ridotto potere d’acquisto delle famigli.

Sfide che fanno tremare i polsi, dunque, quelle che attendono il futuro esecutivo. Opportuno dunque il richiamo di Giorgia Meloni al senso di responsabilità,. La leader di FdI è consapevole dei temi caldi sul tavolo e ne ha già iniziato a discutere nell’ultima fase della campagna elettorale.

Dalla stabilità dei conti pubblici alla moderazione nelle ricette economiche, alla flat tax. Man mano che procedeva la campagna elettorale e i sondaggi la davano in costante ascesa, Giorgia Meloni proseguiva nell’inversione di marcia: la linea politica era cambiata, si faceva più moderata.

Stop alle promesse mirabolanti. Meloni si tiene lontana dal promettere l’aumento delle pensioni minime a mille euro al mese piuttosto che la flat tax al 15% per tutti (come fanno i suoi alleati). Nel raccontare quale flat tax vorrebbe, spiega come sia meglio iniziare ad applicarla sui redditi incrementali, cioè sull’aumento del reddito rispetto all’anno precedente.

Quindi in materia fiscale propone un fisco più equo con la riforma dell’Irpef e l’introduzione del quoziente famiglia. Inoltre il taglio del cuneo fiscale per tutelare i redditi dei lavoratori.

Altri interventi riguardano i sostegni alle imprese. E qui si va dal rilancio del Made in Italy agli investimenti strutturali, dalla revisione del sistema dei tirocini, all’innalzamento delle pensioni minime.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *