IEG investe sulle Fiere di Rimini e Vicenza

La Fiera di Vicenza dove IEG ha previsto la realizzazione di un nuovo padiglione

135 milioni di nuovi investimenti in 5 anni. E’ l’entità degli interventi previsti da IEG – Italian Exhibition Group nel prossimi 5 anni. Saranno destinati in gran parte a importanti opere strutturali nei quartieri espositivi di Rimini e Vicenza. Per quest’ultimo, con un intervento di complessivi 40 milioni di euro, si demolirà e ricostruirà l’attuale Padiglione 2 che verrà sostituito da un padiglione su due piani di 20mila mq.

Sarà pronto, annuncia il Presidente di IEG Lorenzo Cagnoni, a inizio 2026 per ospitare VicenzaOro che ha bisogno di nuovi spazi per seguirne la crescita dimensionale e ospitare le tecnologie per oreficeria e gioielleria. 

A Rimini, invece, verranno costruiti nuovi parcheggi in fregio al quartiere fieristico e verrà costruito un nuovo padiglione espositivo da 14mila metri quadrati (9mila di superficie netta espositiva) che porterà a 73mila mq netti l’offerta per gli espositori. L’intervento sarà completato alla fine del 2027. 

Per il finanziamento di tutti gli interventi IEG pensa di ricorrere anche a un prestito obbligazionario dell’entità di 40 milioni riservato agli azionisti pubblici.

Durante la presentazione del Piano Industriale 2022-2017 di IEG, Cagnoni ha parlato anche del processo di razionalizzazione del sistema fieristico emiliano romagnolo e, segnatamente, delle ipotesi di fusione tra le fiere di Bologna e Rimini come auspicato dalla Regione. 

“La nostra posizione è notissima, di ferma disponibilità a discutere., ma siamo anche custodi e depositari dei nostri valori. Li conosciamo bene”.

Quindi ha proseguito: “Resta fermo il nostro interesse a integrarci con altre realtà fieristiche e l’operazione al momento pjù concreta è quella tra Bologna e Rimini. Ma è anche la più complicata. Non abbiamo alcun interesse ad abbandonare questo percorso e siamo disponibili ad andare avanti su una trattativa che sia per il reciproco sviluppo”, he proseguito.

Quanto ai tempi il Presidente di IEG ha detto che “abbiamo due ipotesi. La prima è di chi ritiene se ne debba riparlare dopo l’attuazione dei rispettivi piani industriali o di chi ritiene si debba proceder da subito. A noi vanno bene entrambe e siamo prontissimi a riprendere la discussione, ma purchè ci si confronti sui progetti industriali”

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