ANIE: non vincolare i crediti di imposta per i costi energetici al “de minimis”

La Federazione ANIE, in rappresentanza del settore elettronico ed elettrotecnico italiano, esprime grande preoccupazione per la modifica introdotta al DL Aiuti in sede di conversione alla Camera, che rischia di erodere considerevolmente la possibilità per le aziende di beneficiare dei necessari aiuti in risposta alla crisi energetica.

Se in un primo momento ANIE aveva molto apprezzato le misure messe in campo dal Governo con il DL Bollette per mitigare gli effetti degli aumenti dei costi energetici anche per le imprese considerate non energivore o gasivore, ha invece accolto con allarme l’approvazione di un emendamento al DL Aiuti che vincola i fondi erogati al regime “de minimis”, imponendo un massimale di soli 200.000 euro per le imprese non energivore e non gasivore, da cumulare con altri aiuti ricevuti nell’ultimo triennio come Gruppo di imprese.

Un allarme che arriva dalla seconda industria manifatturiera d’Europa – il settore elettrotecnico ed elettronico – con 76 miliardi di fatturato aggregato e oltre 500.00 addetti, espressione dei comparti più tecnologicamente avanzati del nostro Paese. Il settore, già in sofferenza da mesi per l’aumento del prezzo di molte delle materie prime utilizzate nelle forniture tecnologiche e nelle infrastrutture (rame, acciaio, ferro, silicio), e che stanno assistendo a drastici aumenti dei prezzi dell’energia a seguito del protrarsi del conflitto in Ucraina, rischia infatti di essere messo ulteriormente in difficoltà. 

«Il Ministero dell’Economia – dichiara il Presidente di Federazione ANIE Filippo Girardi – accolga l’appello del Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e corregga, con un intervento immediato, la norma che vincola al “de minimis” i crediti d’imposta per le imprese sui consumi di elettricità e gas. Ci attendiamo che il Governo adotti misure straordinarie come fatto gli altri Paese europei per supportare le imprese. Ad eventi eccezionali occorrono misure eccezionali mentre in parallelo il Governo continui, come sta facendo, a con l’attuazione “eccezionale e limitata nel tempo” di prezzi regolamentati nel mercato elettrico. Alle misure straordinarie, di breve periodo, sarà necessario poi affiancare misure di lungo termine e lavorare per definire una strategia europea sull’energia che promuova energie rinnovabili ed efficienza energetica. Su questo punto, lo ribadiamo, Federazione ANIE è favorevole a un “tetto al prezzo del gas” come misura strutturale ed è pronta a portare un contributo di idee e proposte».

È chiaro quindi come il vincolo introdotto con il massimale del regime “de minimis” rischi non solo di rendere inefficace la misura introdotta, ma soprattutto di compromettere la tenuta stessa del tessuto industriale. Ma l’attuale crisi richiede una risposta incisiva e decisa da parte delle istituzioni.

A riprova della necessità di garantire la tenuta del tessuto industriale di fronte alle difficoltà derivanti dal conflitto in Ucraina, la Commissione europea ha varato un nuovo Quadro temporaneo di aiuti di Stato, innalzando il massimale delle risorse concedibili per singola impresa a 2 milioni di euro. Una cornice normativa che permetterà a molte imprese dell’Unione europea di beneficiare di ingenti risorse in via straordinaria, come straordinaria è l’emergenza in corso.

L’auspicio del settore elettronico ed elettrotecnico è che il vincolo al regime “de minimis” introdotto con il DL Aiuti possa essere presto superato, nel più ampio ambito del nuovo Quadro per gli aiuti di Stato, per salvaguardare la sopravvivenza del comparto e dell’intero ecosistema industriale.

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