Auto in crisi: vendite giù in tutta Europa

Prosegue la crisi del mercato dell’auto in Europa Secondo l’Acea, l’associazione dei costruttori, a maggio, le nuove immatricolazioni sono diminuite del 12,5% rispetto allo stesso mese del 2021 a 948.149 unità. Si tratta del decimo mese consecutivo di calo. In particolare in tutti e quattro i mercati chiave dell’Ue si sono registrate perdite a due cifre. L’Italia ha registrato il calo più marcato (-15,1%), seguita da Spagna (-10,9%), Germania (-10,2%) e Francia (-10,1%).

Da gennaio a maggio 2022, le immatricolazioni totali di autovetture nuove nell’Ue sono state inferiori del 12,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A cinque mesi dal 2022, le vendite di auto nuove sono diminuite nella maggior parte dei mercati della regione, compresi i quattro principali: Italia (-24,3%), Francia (-16,9%), Spagna (-11,5%) e Germania (-9,3%). 

E’ anche vero, però, che pur a fronte di ordini le Case automobilistiche non riescono a consegnare per i ritardi accumulati nella produzione in due anni di pandemia.
“Mentre nelle massime istanze istituzionali dell’Unione europea si continua a discutere delle magnifiche sorti e progressive dell’auto elettrica, nessuno è in grado di prevedere quando e come verrà superata la gravissima crisi che si è abbattuta sul mercato dell’auto italiano ed europeo con la pandemia e con tutte le altre sciagurate vicende che l’hanno seguita tra cui, in primis, la mancanza di componenti indispensabili per la produzione di auto”. Il Centro Studi Promotor commenta così i dati sulle immatricolazioni in Europa a maggio.

Nè il quadro cambia se si considerano i primi cinque mesi di quest’anno che con 4.531.598 auto immatricolate fanno registrare un calo del 12,9% sul periodo corrispondente del 2021 e del 34,7% sul periodo corrispondente del 2019.

Un calo, quest’ultimo, di circa quattro volte più forte di quello subìto dall’economia nel 2020 e in parte già recuperato nel 2021. “Il mercato dell’auto dell’Europa Occidentale pero’ non recupera – sottolinea il centro studi bolognese – ma anzi tende a peggiorare ulteriormente nè si vede quando potrà tornare a dare un contributo apprezzabile al raggiungimento delle magnifiche sorti e progressive a cui più sopra si accennava”.

Data questa situazione, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “sarebbe molto opportuno che le autorità di Bruxelles, cosi’ attente alla mobilità del futuro oltre che all’ambiente, adottassero o suggerissero agli Stati membri provvedimenti per rilanciare oggi il mercato dell’auto che è al collasso e che vede già volumi di immatricolazioni che in tutta l’area sono insufficienti per garantire la normale sostituzione dei veicoli giunti a fine vita e cio’ con grave pregiudizio per l’ambiente e per la sicurezza della circolazione”.

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