PMI emiliano romagnole ottimiste e con prospettive di crescita

Il 75% degli imprenditori manifatturieri emiliano-romagnoli (un dato di poco maggiore, a quello nazionale del 71%), malgrado il difficile contesto segnato dalle crisi geopolitiche e dalla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, continua a puntare sulla crescita nei prossimi due anni.
Oltre un quinto sta anche valutando operazioni di acquisizioni o fusioni.

È quanto emerge dall’Osservatorio Mecspe di Senaf del primo quadrimestre 2022 sull’industria manifatturiera in regione, presentato oggi a Bologna durante il convegno inaugurale di Mecspe (fiera della manifattura e delle innovazioni tecnologiche per l’industria) e di Metef (expo internazionale dell’alluminio), che si svolgono a Bologna Fiere fino all’11 giugno.

Nei primi mesi del 2022, l’aumento dei costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime ha avuto però un impatto medio-alto su quasi nove imprese manifatturiere dell’Emilia-Romagna su 10. Gli effetti principali dei rincari riguardano l’aumento dei prezzi del prodotto finito e i ritardi nelle consegne. Come a livello nazionale, crolla anche in Emilia-Romagna la fiducia degli imprenditori nello scenario economico internazionale (passata dal 36% al 13%). Il 60% dei piccoli medi imprenditori è soddisfatto dell’andamento attuale della propria azienda, con un fatturato a fine anno stabile o in crescita, anche se le previsioni a inizio 2022 erano migliori di 14 punti percentuali. “La manifattura dell’Emilia-Romagna sta dimostrando una grande dinamicità – ha sottolineato l’assessore regionale Vincenzo Colla – bisogna sostenere le imprese medio piccole della filiera che faticano di più ad affrontare il cambiamento tecnologico. A breve, attiveremo nuovi bandi per sostenere l’innovazione digitale, il green, la formazione di competenze, indispensabili per mantenere competitive le nostre imprese e creare nuova occupazione”. 

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