BTS Biogas si espande in Francia

BTS Biogas, leader tecnologico nello sviluppo e nella costruzione di impianti biogas e biometano, rafforza la propria presenza nel mercato francese con la costruzione di due nuovi impianti biogas in Bretagna e nell’Alta Francia.

L’azienda italiana ha siglato un accordo con Oudon Biogaz, società costituita da 72 aziende agricole del Dipartimento di Mayenne, per lo sviluppo di un progetto per la produzione di biogas agricolo nella Regione della Loira. A fine aprile, Oudon Biogas ha posato la prima pietra dell’impianto che sarà realizzato con le tecnologie di digestione anerobica di BTS Biogas, nel comune di Livré La Touche, vicino a Craon, ed entrerà in operatività nel 2023.

L’obiettivo di Oudon Biogaz è recuperare in modo sostenibile le oltre 140.000 tonnellate di effluenti prodotti nelle sue 72 fattorie, l’85% delle quali è costituito da sottoprodotti agricoli come liquame, letame e paglia, per generare 55 GWh di biometano l’anno, equivalenti al consumo di 9.000 famiglie nella zona di Craon. Potranno essere utilizzati anche scarti dei cereali e i sottoprodotti dell’agroindustria locale per alimentare l’impianto. Il biogas prodotto sarà immesso nella rete nazionale ed eviterà l’emissione in atmosfera di circa 14.000 tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni di gas serra generate da 5.500 automobili (con percorrenza media di 20.000 km/anno). Il digestato verrà, invece, utilizzato nei 7.700 ettari di campi delle aziende agricole di Oudon Biogaz. offrendo l’opportunità di ridurre l’impiego di fertilizzanti chimici. L’impianto di Oudon Biogaz non solo contribuirà al 25% della produzione di biogas nel Dipartimento di Mayenne, ma creerà anche 10 posti di lavoro.

BTS Biogas ha siglato un accordo anche con gli agricoltori delle Lisières de l’Oise, per lo sviluppo del progetto Biomethane du Vandy, presso Saint Etienne Roilaye, nell’Alta Francia. L’impianto biogas, che si prevede entrerà in esercizio nel 2023, sarà alimentato principalmente da insilato di mais, CIVE e polpa di barbabietola che permetteranno di generare circa 250 Nm3/h. L’impianto permetterà di produrre energia verde per 3.000 famiglie della zona, creerà 4 posti di lavoro diretti, offrirà un nuovo sbocco per i co-prodotti e renderà disponibile alle aziende agricole il digestato, un fertilizzante naturale con caratteristiche agronomiche in grado di sostituire i fertilizzanti chimici.

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