A Taranto inaugurato il primo parco eolico del Mediterraneo

Si chiama Beleolico, è il primo Parco eolico marino del Mediterraneo, inaugurato a Taranto.

Il maestoso impianto, per una potenza complessiva di 30 mw, è in grado di generare energia pulita pari a circa 58 mila mwh il fabbisogno di 60mila persone. In termini ambientali vuol dire che, nel periodo di riferimento, consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2. L’impresa è stata realizzata da Renexia società del gruppo Toto attiva in Italia e negli Stati Uniti nelle energie rinnovabili.

Taranto cambia pelle accettando la sfida ecologica dopo anni di disastri perpetrati sull’ambiente e sui cittadini dagli stabilimenti dell’ex Ilva. Presenti per un saluto il presidente della provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, e il commissario straordinario del comune di Taranto, Vincenzo Cardellicchio. In streaming il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini e il presidente delle acciaierie d’Italia, Franco Bernabè.

“Questa iniziativa si inquadra in un ambito complessivo di investimento nel nostro paese sul fronte dell’energia rinnovabile che nei prossimi anni vedrà un vero e proprio balzo in italia di impianti di varia natura. Ovviamente mi riferisco a impianti di energia rinnovabile resa ancora più necessaria da questa crisi drammatica che è stata scatenata dalla guerra in Ucraina”, ha detto il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Enrico Giovannini nel suo videomessaggio. “La trasformazione verso la sostenibilità – ha aggiunto – passa ovviamente dalla produzione di energia rinnovabile in tutto il mondo. Impianti come questo possono essere una risposta importante al nostro fabbisogno. è importante non solo valorizzare buone pratiche come questa, ma anche coinvolgere le comunità per comprendere quali soluzioni possono essere ottimali dal punto di vista della produzione di energia e relativamente meno impattanti”.

Secondo Giovannini, “l’investimento di innovazione è indispensabile per consentirci di guardare al futuro in modo diverso, più sostenibile dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale”. Il ministro ha sostenuto che “l’insostenibilità la pagano soprattutto quelli che stanno più indietro, come stiamo vedendo anche a causa di questa crisi energetica. Pensare anche in termini innovativi, realizzare – ha osservato il ministro – impianti innovativi, sicuri da tutti i punti di vista, è un contributo non solo alla crescita economica, non solo alla riduzione dell’impatto ambientale, ma al miglioramento delle disuguaglianze”.  

“Questo è anche un momento di orgoglio perché questo primo Parco eolico marino in buona sostanza apre la strada a quello che è un grande programma di produzione di energia rinnovabile e compatibile con l’ambiente, come quello che Renexia ha immaginato in una zona particolarmente delicata per tanti aspetti come quella di Taranto”, ha dichiarato il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in un videomessaggio. “Le emergenze che stiamo vivendo in questi momenti – ha aggiunto – si coniugano con quella che era già stata la decisione di spingere moltissimo per tutte le energie rinnovabili, ma l’eolico applicato al marino può essere per l’Italia davvero un settore importante di sviluppo. Altre iniziative hanno avuto il via libera e c’è grande impulso da parte del governo”.

Per Giorgetti, “la realtà vera di oggi è che Renexia è riuscita a bruciare le tappe e a inaugurare il primo paro eolico marino. Vanno i miei complimenti alla società e coloro che hanno contribuito a portare avanti questo progetto”. “Naturalmente – ha concluso il ministro – questo può rappresentare una pietra miliare e un motivo di emulazione per tanti altri che, finanziati magari con i contratti di sviluppo e iniziative che il Pnrr ha messo in campo, possano dare un contributo fattivo a quella che sarà in prospettiva la sovranità energetica del paese che è l’obiettivo che tutti quanti ci dobbiamo porre”.  

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