Unicredit e Intesa stoppano le cessioni per i bonus edili

A rischio i bonus per le ristrutturazioni edili. Unicredit e Intesa San Paolo intenderebbero bloccare tutto a causa di un quadro normativo che, ad oggi, limita le cessioni a tre e consente la seconda e terza cessione solo a banche, intermediari finanziari e assicurazioni, costringendo questi soggetti a tenere in pancia miliardi di crediti.

Intesa Sanpaolo e Unicredit, sotto il peso delle troppe richieste, avrebbero separatamente preso atto della progressiva impossibilità a procedere con l’accoglimento di nuove domande di cessione in assenza di modifiche normative.

In assenza di cambiamenti a oggi lo scenario tende a un “effetto imbuto”: le banche medio piccole, una dopo l’altra, stanno raggiungendo la loro capienza fiscale massima e, quindi, non possono più acquistare crediti, perché non avrebbero modo di utilizzarli (a fine anno si rischia di perderli). Chi resta sul mercato come acquirente affronta una domanda sempre crescente di incamerare nuovi crediti già respinti da qualche altra banca.

Questa spirale sta mettendo a dura prova persino i soggetti più grandi, perché anche per loro la capacità fiscale rischia di esaurirsi. Per dare un riferimento, Poste Italiane ha di recente indicato il suo tetto di acquisto di crediti in 9 miliardi, una cifra altissima. Stando all’ultimo report dell’Enea (aggiornato al 31 marzo), però, le sole detrazioni maturate ad oggi per lavori da superbonus valgono 18,7 miliardi.

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