Patuelli (ABI): con la crisi energetica c’è rischio recessione

La crisi energetica legata a fattori geopolitici, sommata alla ripresa dall’emergenza pandemica, mette l’Italia di fronte a una crisi energetica “che non ricordavamo così pesante dal 1973”: “bisogna ripensare la politica dei fattori produttivi uno per uno, così com’è non si regge e si rischia una nuova recessione in una fase che invece dovrebbe essere sviluppo”.

Lo ha detto il presidente dell’Abi Antonio Patuelli in un Forum con l’Ansa.  “Essendosi prolungata la pandemia – ha detto in un altro passaggio – bisogna prolungare i provvedimenti straordinari” e “la cosa meno complicata è prolungare dal 31 marzo al 30 giugno, come già autorizzato preventivamente dall’Ue, i prestiti garantiti”.

Patuelli ha spiegato che la proroga è possibile “con un provvedimento nazionale, che auspico e confido possa essere inserito o come emendamento in provvedimenti già in Parlamento o in un decreto”.

“Pessimismo della ragione di fronte alla crisi energetica e alla ripresa della curva pandemica che non è stata spezzata, ma assolutamente ottimismo della volontà nel fare tutto possibile per trasformare le criticità in potenzialità. Prima o poi questi nemici vengono sconfitti e bisogna fare presto” – ha detto Patuelli – chiaramente tutto questo deve essere in parallelo alla determinazione delle autorità europee e nazionali e dei comparti economici”.

“Le banche in tutta Europa in questi due anni di pandemia sono state fra i fattori di contrasto alla crisi e di sostegno alle imprese. In Italia in particolare, lo dicono Bce e Banca d’Italia, si sono mediamente rafforzate e sono rimaste sempre aperte in situazioni straordinarie, non mi stancherò mai ringraziare tutti coloro che hanno lavorato”.

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