Lavoro: il futuro è per le competenze green

Solo un anno fa il fabbisogno di lavoratori con competenze green era di 1,6 milioni. A distanza di un anno il “grande balzo”: la richiesta salirà a 2.375.000 entro il 2025. Di questi 1.448.000 sono figure con competenze green elevate. Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, commentando il focus Censis Confcooperative “Sostenibilità, investire oggi per crescere domani”, presentato nel corso della prima giornata della sostenibilità organizzata dalla confederazione. 

“Le imprese – aggiunge – saranno pronte ad assumere, ma in cinque anni il mismatch, cioè la mancanza di occupati con competenze green, sarà di 741mila unità che possono pesare fino al 2,5% del Pil. Questo in un momento in cui le imprese stanno aumentando spesa e investimenti in sostenibilità. Le nostre cooperative nel solo 2020, hanno speso un miliardo di euro in sostenibilità. Le cooperative sono attente alla sostenibilità. Sul green sono pronte a investire di più, ma servono misure di sostegno”.

Le professioni green con un grado maggiore di difficoltà di reperimento sono i disegnatori industriali, gli idraulici e posatori di tubazioni, i verniciatori artigianali e industriali, gli ingegneri energetici e meccanici, i tecnici della sicurezza sul lavoro. La crescita occupazionale innescata dalla “missione 2” (Rivoluzione verde e transizione ecologica) deve trovare disponibilità di competenze, in grado di raccogliere la sfida di una crescita green. E’ questo uno dei nodi da sciogliere per la riuscita del Pnrr e che può costituire un punto critico particolarmente rilevante. Sulla base del prodotto interno lordo per occupato, si stima per i prossimi anni una perdita annuale di 10,2 miliardi di euro complessivi, in media il 2,5% del Pil. 

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