La stangata dei prezzi e delle tariffe

Non solo benzina, gas e luce. Quella che è in arrivo è una stangata generalizzata delle tariffe e dei prezzi di praticamente tutti i generi di prima necessità. 

Le tariffe di ottobre di gas e luce hanno subito una crescita -rispettivamente- del 29,8% e del 14,4%.  La benzina oggi costa il 24,7% in più rispetto allo scorso anno, e il gasolio il 26,4% in più. 

La carenza di materie prime, già responsabile dell’aumento delle tariffe di luce e gas, comincia a produrre i suoi effetti anche sui prezzi dei prodotti di largo consumo. Il Codacons si dice preoccupato in vista del Natale (si stima che le famiglie potrebbero spendere fino a 99 milioni di euro in più rispetto al 2019) e operatori industriali e finanziari guardano con timore a un prolungamento dell’inflazione nel medio periodo.

in particolare secondo il Codacons, che ha realizzato uno studio per verificare come le tensioni nel settore energetico e delle materie prime potrebbero incidere sulle spese quotidiane delle famiglie, c’è la possibilità che le prossime festività costeranno agli italiani quasi 1,4 miliardi in più rispetto al 2019

Gli aumenti più vistosi, finora, hanno riguardato il mercato di prodotti che contengono molte componenti elettroniche, come automobili e cellulari, ma i rincari stanno interessando ora un numero sempre più ampio di settori. Ma nelle ultime settimane anche i prezzi di metalli industriali come alluminio e zinco sono tornati a livelli alti, toccando cifre che non si raggiungevano dal 2007. In rialzo anche l’acciaio: +100% rispetto all’estate 2020.

Ma forti aumenti si stanno registrando anche sui generi alimentari. Produttori e distributori del settore hanno parlato del rischio che i rincari su materie prime come farina, olio e burro potrebbero determinare un aumento anche nei prezzi al dettaglio di diversi prodotti trasformati. I produttori di panettoni, ad esempio, stimano un rincaro del 20% sui loro prodotti. E Federalimentare parla apertamente dell’esigenza di rivedere al rialzo i listini o, in alternativa, di concordare con la Grande distribuzione modalità di contenimento dei prezzi finali. 

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