PER L’INDUSTRIA AERONAUTICA CRISI PEGGIORE DELL’11 SETTEMBRE

Consulente dell’industria aeronautica e Visiting Lecturer presso la City University of London, Linus Bauer ritiene che le istanze di fallimento presentate nel 2020 non abbiano raggiunto livelli record. Gli aiuti governativi, stimati ad almeno 180 miliardi di dollari fino ad oggi, hanno giocato un ruolo importante nel salvare un certo numero di compagnie aeree dal collasso. Aiuti che hanno però provocato squilibri a lungo termine all’interno del settore.

Ma soprattutto, secondo Bauer, l‘impatto della pandemia di coronavirus è tutt’altro che alle nostre spalle: “La pandemia di Covid-19 ha gettato l’industria aeronautica in una crisi molto più profonda di quelle che hanno seguito l’11 settembre e la crisi finanziaria mondiale. Un lungo periodo di crescita sostenuta è stato interrotto sul nascere nel 2020 e gli anni a venire serviranno per cercare di ritornare ai livelli pre-Covid-19. Anche quando i vaccini avranno rallentato significativamente la diffusione del virus, la flessione economica causata dalla pandemia continuerà ad avere un impatto negativo sui viaggi d’affari durante la fase di ripresa. Inoltre, si stima che circa 300 milioni di persone nel mondo abbiano perso il lavoro il che avrà probabilmente un impatto significativo e duraturo sull’economia globale e sulla domanda di viaggi aerei.”

Bauer prevede inoltre che: profonde perdite nell’industria aeronautica si protrarranno per tutto il 2021 anche se ci si aspetta un miglioramento per i prossimi mesi in varie parti del mondo.

Punto positivo: Bauer ritiene che la performance nel 2021 mostri già dei miglioramenti rispetto al 2020 e che nella seconda metà del 2021 si dovrebbe assistere a una certa ripresa, dopo una prima metà del 2021 più difficile.

Secondo Bauer, misure aggressive di riduzione dei costi dovrebbero essere associate a un aumento della domanda di viaggi aerei durante il 2021 (grazie, ad esempio alle riaperture delle frontiere, ai protocolli di test e tamponi e alle campagne vaccinali) fino a tornare a vedere l’industria uscire dal rosso nel quarto trimestre del 2021.

In particolare, la regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) – composta da sei paesi: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti) – potrebbe fare da apripista nella ripresa. Oltre alle campagne vaccinali e alle riaperture, le compagnie aeree dovranno far crescere le loro attività di trasporto merci. 

Si può quindi prevedere che l’industria delle compagnie aeree commerciali si ricostruirà nel 2021 prima di una ripresa del settore nel 2022-2023 e raggiungerà i livelli pre-crisi pandemica all’orizzonte 2024.

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