IL COVID ABBATTE I CONTI DI FIERA MILANO

 Il Cda di Fiera Milano ha approvato il bilancio per l’esercizio 2020. La società chiude il 2020 con una perdita netta di 34,2 milioni di euro, rispetto a un utile netto pari a 34,3 milioni di euro nel 2019. Ricavi giù a 73,6 milioni, contro i 279,7 dell’anno precedente. L’Ebitda, invece, rimane fermo a 10,4 milioni contro i 106,1 milioni del 2019. L’ente fieristico comunica un indebitamento netto di 23,9 milioni di euro rispetto a una disponibilità netta di 68,3 milioni di euro al 31 dicembre 2019.

“Si chiude un anno nel quale l’operatività e, di conseguenza, i risultati economico-finanziari sono stati significativamente impattati dalla prolungata sospensione delle attività fieristiche e congressuali”, ha dichiarato l’amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano Luca Palermo. “Sebbene gli sviluppi dell’emergenza epidemiologica e i tempi delle campagne vaccinali rendano incerto lo scenario di breve termine – prosegue Palermo – con il nuovo piano abbiamo posto le basi per la ripartenza. Inoltre, i finanziamenti recentemente ottenuti, per un importo complessivo pari a 82 milioni di euro, ci consentono di rafforzare la flessibilità finanziaria in attesa di tornare ad una situazione di piena operatività e di dare sostegno all’esecuzione del Piano Strategico”.

Se le manifestazioni dovessero riprendere a maggio 2021, come anticipato in occasione della presentazione del piano strategico 2021-2025, Fiera Milano prevede un fatturato annuo nell’ordine di 180-200 milioni di euro, un Ebitda in un range di 40 e 50 milioni di euro e una posizione finanziaria netta compresa fra 5 e -5 milioni di euro. Se le attività, invece, dovessero riprendere a settembre, si registrerebbe un impatto negativo in termini di margini e di indebitamento finanziario netto stimabile in circa 5 milioni di euro.

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