ANCREL: POCA TRASPARENZA PER I REVISORI DEGLI ENTI LOCALI

Solo il 25% dei Comuni, quando deve nominare il presidente del Collegio dei revisori dei conti, rispetta le direttive europee che dal 2012 impongono la terzietà e l’indipendenza dei revisori. Gli altri preferiscono strade diverse, le nomine dirette ad esempio, ignorando quanto da ormai un decennio chiede l’Unione Europea e agendo con una forma di condizionamento che fa a pugni con la qualità e trasparenza dell’utilizzo dei soldi dei contribuenti.

E’ l’esito della prima parte di un’indagine compiuta direttamente da ANCREL su un campione di Comuni di cinque Regioni del Centro Nord Italia. In queste settimane l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori Enti Locali sta indagando anche la realtà del Centro Sud, per darne conto nelle prossime settimane.

Grazie ad una capriola normativa, compiuta a fine 2019, viene regolarmente operata una scelta diretta che è quasi sempre di natura politica. Il controllato, quindi, individua e nomina il suo controllore. Non è certamente una pratica ‘originale’ in Italia, ma quando l’oggetto sono i soldi dei contribuenti e come vengono utilizzati per la spesa pubblica, ciò diventa davvero difficile da digerire, soprattutto se si tiene conto che normalmente gli enti perseguono il principio della trasparenza amministrativa.
L’autonomia del controllore rispetto al controllato è anche un tema generale molto importante, che non riguarda solo il mondo degli enti locali. Una riflessione generale dovrebbe essere fatta in ogni ambito della Pubblica Amministrazione e non solo.

Non si arrende l’ANCREL, l’unica associazione italiana che da trenta anni rappresenta chi deve adempiere alla funzione di controllo dei conti negli enti locali, con 1.356 iscritti e rappresentanza in tutte le regioni italiane.

“Una priorità annunciata dal nuovo Governo è la riforma della pubblica Amministrazione – dice il presidente Marco Castellani – puntando al processo di digitalizzazione per alleggerire la burocrazia. Giusto, ma non si parla mai di riformare il generale sistema dei controlli della spesa che devono essere tempestivi ed efficaci, tanto più se si tiene conto della necessità di spendere velocemente e rendicontare i fondi del Recovery Plan”.

I revisori degli enti locali attendono ora l’attribuzione delle deleghe ai Sottosegretari nominati dal Premier Draghi al Ministero dell’Interno.

In particolare, quella per le materie di competenza del dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, per riprendere il dialogo sospeso con la caduta del Governo ‘Conte 2’ orientato alla individuazione delle migliori soluzioni per il controllo e la revisione della spesa pubblica dei comuni italiani.

Cosa succede in Italia? Grazie” all’art. 57-ter la stragrande maggioranza dei Comuni evita ogni forma di evidenza pubblica e nomina direttamente il Presidente del Collegio dei revisori, mentre gli altri due componenti sono sorteggiati dalla Prefettura. Una soluzione all’italiana, un compromesso che non garantisce la trasparenza dell’azione amministrativa e ancor meno la ricerca della migliore qualità professionale. 

“Il sorteggio garantisce indipendenza e autonomia – prosegue Castellani  – e insieme alla rigorosa formazione professionale tutela l’interesse pubblico. Quanto sta avvenendo nei Comuni italiani va in direzione opposta. Com’è possibile stare tranquilli sulla correttezza dei bilanci quando la nomina del presidente del Collegio avviene per chiamata diretta dalla maggioranza politica che governa il Comune? Com’è possibile immaginare un dialogo proficuo coi membri sorteggiati? Piuttosto, si definiscano meccanismi che aumentino i requisiti di professionalità perché non ci si improvvisa revisore degli enti locali che giustamente pretendono qualità e serietà da parte dei professionisti incaricati. ANCREL continuerà a difendere l’autonomia e la professionalità di chi crede che la professione sia davvero al servizio dell’interesse pubblico”.

ANCREL attende con ansia l’attribuzione delle deleghe da parte del Governo per ripartire la sua battaglia alla contro-riforma dell’articolo 57-ter. Non è la difesa di interessi corporativi, bensì quella di un interesse pubblico generale. Non è possibile sottoporre gli organi di revisione e controllo alla custodia della politica.

Chi è ANCREL

Dal 1990 l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori Enti Locali è l’unica associazione che rappresenta chi deve adempiere alla funzione di controllo dei conti pubblici. Ancrel è presente in tutte le Regioni e vi sono associati (al 31.12.2020) 1356 professionisti. Di questi, 365 operano nelle quattro regioni a Statuto Speciale. Obiettivo di ANCREL è quello di rappresentare una struttura di riferimento in grado di assistere, formare e rappresentare i professionisti che svolgono o intendono svolgere l’attività di revisione degli enti locali. 

Una risposta

  1. DI GESSA ROBERTO ha detto:

    condivido alla grande!

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