DA CONFINDUSTRIA E ABI OK A DRAGHI

Nell’ambito delle consultazioni con le parti sociali questa mattina il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha incontrato, tra gli altri, le delegazioni di Confindustria e Associazione Bancaria (ABI).

“Abbiamo espresso al premier incaricato il nostro più convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere e la viva speranza che il consenso parlamentare, riservato al suo programma, sia ampio e solido perchè c’è davvero molto da fare e bisogna farlo presto e bene”, ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al termine dell’incontro con il premier incaricato.

Abbiamo provveduto ad informare il presidente Draghi – ha spiegato Bonomi – sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell’ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell’agenda del Paese: dal piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla riforma della pubblica amministrazione e delle sue procedure, dalla necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese, tenendo in considerazione il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto, alla riforma del fisco alla sostenibilità generale della finanza pubblica, visto l’andamento del debito”. 

Bonomi non è entrato “nel dettaglio del confronto” avuto con il presidente del consiglio incaricato perché “Confindustria non intende alimentare in alcun modo indiscrezioni su cosa il presidente Draghi intenda fare”. Questo “non solo per l’assoluto rispetto che portiamo per il presidente incaricato, ma perché siamo convinti che il programma del presidente Draghi dovrà essere reso pubblico solo quando sarà lui a illustrarlo al Parlamento”.

 Le banche “sono molto preoccupate per i rischi legati alla pandemia che possono toccare le imprese in difficoltà e conseguentemente toccare le banche stesse”. ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Le misure del 2020 a sostegno dell’economia, come le moratorie sui prestiti, “abbiamo chiesto che non vengano interrotte anzitempo, che abbiano una durata più lunga della pandemia e che vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi”.

“Occorrerà dare tempo alle imprese – ha aggiunto Patuelli – in una situazione di ritrovata normalità, per riprendere a lavorare in maniera ordinaria e avere tempo di ripagare con gradualità, senza strattonamenti, i debiti che hanno contratto negli anni della pandemia e quelli per cui hanno chiesto una moratoria. Draghi è molto consapevole della situazione e dei rischi dei crediti deteriorati”.

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