COVID E GOVERNO: L’ITALIA IN CRISI SI CHIUDE SEMPRE PIU’

Mentre si attendono gli sviluppi della crisi di governo con la spasmodica ricerca dei voti di transfughi al Senato, l’esecutivo si appresta a varare in giornata nuove misure restrittive contro la pandemia. 

Da stasera entrerà in vigore fino al 15 febbraio una nuova stretta con misure di contenimento della pandemia. 

In pratica quasi tutta Italia sarà in zona arancione. Dunque rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18.

Chiuse anche palestre e piscine, così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.

Vietati gli spostamenti tra regioni o tra comuni se si risiede in zona arancione o rossa. 

Quanto alla crisi di governo aperta con le dimissioni dei ministri di Italia Viva il Capo dello Stato sta concedendo tempo prezioso al premier per ricercare al Senato i voti necessari per proseguire il suo percorso. 

L’agenda prevede l’intervento di Conte lunedì alla Camera e martedì al Senato dove occorre trovare i 161 voti necessari a tener in vita questo governo o, comunque, ul atro esecutivo fotocopia guidato sempre da Conte. 

Vari i nomi che circolano. Senatori ai quali si stanno promettendo incarichi di governo e sottogoverno e prebende varie.  A guidare il drappello Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella eletta a Palazzo Madama nelle fila di Forza Italia. E si vocifera di un sostegno in arrivo da parte di Paola Binetti, Antonio De Poli e Antonio Saccone dell’Udc, dagli ex pentastellati Maurizio Buccarella, Saverio De Bonis, Luigi Di Marzio, Tiziana Drago, Elena Fattori. Ma si guarda anche a Gregorio De Falco o Marinella Pacifico. Poi ci sono i senatori a vita che certamente non voteranno contro. E probabilmente anche qualche senatore renziano. 

Mattarella impone che tutti questi voti siano riuniti in un nuovo gruppo parlamentare. Ma non dovrebbe essere un problema. 

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